periodo di decadimento
Il Seicento.
1. II Periodo del decadimento. — 2. Il secentismo. G. B. Marino. La poesia epica. — 3. A. Tassoni e il poema eroicomico. — 4.1 lirici di scuola classica: G. Cliia-brera, F. Testi, ecc. — 5. La drammatica. Principi del melodramma. — 6. La riforma scientifica e Galileo Galilei. — 7. Seguaci del Galilei. Storici. Critici. Oratori.
1. Dall' ultimo quarto del seo. XVI alla metà del sec. XVIII (termini ai quali naturalmente non si deve attribuire soverchia precisione e rigidezza) corre, chi consideri in generale la letteratura nostra di quel tempo, un lungo periodo di decadimento, in cui si riflette la misera condizione politica e morale dell'Italia; ma non senza splendide glorie anch'esso, come vedremo:1 questo periodo si può partire in due età, distinte per assai diversi caratteri. Nella prima, mentre la scienza fa grandi progressi, e Galileo Galilei determina ed applica meravigliosamente il metodo da seguirsi nelle ricerche naturali, domina nella letteratura l'artificio, l'ampollosità, la stranezza; ma la corruzione non è generale: il Galilei stesso è un prosatore esemplare, e sono buoni scrittori gli scienziati che seguirono il suo metodo; Alessandro Tassoni, ingegno libero e acuto, compone il primo e più bel poema eroicomico della nostra letteratura, La secchia rapita; Gabriello Chiabrera, che è seguito da Fulvio Testi e da altri parecchi, procura d'imitare i lirici classici con amoroso studio. Nella seconda età l'Accademia dell 'Arcadia tenta con poca fortuna e con falsi criteri di restaurare il buon gusto ; pure anche questa età vanta i melodrammi del Metastasio: intanto fioriscono gli studi storici, filosofici, eruditi che annunziano e
10 — Venturi, Storia della Letter. ital. -