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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   I CINQUECENTISTI MINORI
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   temporanea, ben si può credere clie il Bandello abbia veramente messo in iscritto, com'egli dichiara, quanto gli era capitato di sentir raccontare. 34 Anton Francesco Grazzini, poeta bernesco e scrittore di commedie, compose pure le Cene, novelle francamente e vivacemente disegnate, che immagina raccontate da un'allegra brigata avanti e dopo cena in tre sere di carnevale. 35 Agnolo Firenzuola (n. 1493), monaco vallombrosano, che tuttavia condusse vita poco austera, scrisse con fiorita eleganza (oltre i discorsi Delle bellezze delle donne ecc.) la Prima veste de' discorsi degli animali, composta e formata ingegnosamente di favole e di racconti d'origine orientale, e i Ragionamenti d'Amore, opera rimasta incompiuta che contiene dieci novelle molto licenziose.36 Giambattista Giraldi ferrarese tentò nei suoi Eccitom-miti (cento novelle) di dare alla novella un intento morale; Luigi Da Porto vicentino (autore anche di una pregevole raccolta di Lettere storiche) raccontò la storia di Giulietta e Romeo, rifatta poi dal Bandello, alla quale doveva dare tanta celebrità la tragedia dello Shakespeare;37 Gian Francesco Straparola da Caravaggio nelle Piacevoli Notti si compiacque specialmente di racconti fantastici, largamente attingendo alla tradizione popolare orale; ed altri parecchi di varie parti d'Italia scrissero novelle.
   5. Il genere epistolare fu molto coltivato, ed è grande il numero delle raccolte di lettere del sec. XVI: gli epistolari più ammirati anche oggi sono quello, che si ricordò altrove, di Torquato Tasso e quello di Annibal Caro marchigiano. Nacque il Caro nel 1507 a Civitanova: fu segretario di monsignor Gaddi, poi di. Pierluigi Farnese e del cardinale Alessandro Farnese: morì a Roma il 1566. Ebbe un'asprissima polemica col Castel-vetro, che aveva censurato una sua canzone; la quale polemica dette luogo ad una sua arguta e mordace scrittura: l'Apologia degli Accademici di Banchi di Roma contra M. Lodovico Castel-vetro da Modena ecc. Fece una celebro traduzione in versi sciolti. dell'Eneide; e dal greco tradusse gli Amori di Dafni e Cloe di Longo Sofista ed altro: compose rime varie ed una commedia in prosa, gli Straccioni: le sue lettere mostrano grande padronanza della lingua, son sempre ottimamente adatte ai vari argomenti, disinvolte, sobrie, efficaci. 38 Belle, nella semplice e franca sincerità, le lettere di Michelangelo Buonarroti. Singolarissime quelle di Pietro Aretino e fedele ritratto di tal bizzarro