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Hi SECOLO XVI
quelli del resto d'Italia e di tutta l'Europa; e per abbondanza, varietà ed esattezza di notizie hanno inestimabile pregio. Più tardi Venezia vanta un celebre scrittore di cose politiche e storiche, Paolo Paruta (1540-1598): sostenne vari pubblici uffici, e fu amantissimo della sua patria; scrisse con profondità di pensiero e con stile semplice e dignitoso i Discorsi politici, ove ' ricerca le cagioni della grandezza e del decadimento di Roma e ragiona dello sviluppo storico di Venezia, la Storia della guerra di Cipro, la Storia veneziana dal 1513 al 1551, un dialogo, intitolato Perfezione della vita politica, nel quale è disegnata l'immagine dell'ottimo cittadino e della miglior forma di governo, il Soliloquio, una specie di esame di coscienza, ecc. 23
Giovanni Botero (1540I-1617) nato a Bene in Piemonte, allievo a Torino dei Gesuiti, a Milano segretario di Carlo e di Federico Borromeo, poi diplomatico e precettore dei figliuoli di Carlo Emanuele I, avvalorò e disciplinò l'ingegno con studi vasti e con l'esperienza accresciuta da qualche viaggio. Delle sue numerose opere politiche, storiche ecc. la più nota è la Magione di Stato, scritta con l'intenzione di combattere le dottrine del Machiavelli; nonostante qualche sciagurato passo ispirato da fiera intolleranza religiosa, assai pregevole. È merito cospicuo del Botero di avere con questo libro, e più di proposito nelle Cause della grandezza delle città e nelle Relazioni Universali, precorsa e prenunziata la moderna scienza dell'economia e della statistica. 2i
Angelo Di Costanzo compose con accuratezza e con buona forma una Istoria del Pegno di Napoli (1250-1486). È molto lodata la Congiura eie' Baroni di Camillo Porzio pur napoletano (1526?-1580): veramente nel rispetto storico oggi «appare dove monca, dove inesatta », ma il Porzio « studioso dei classici come fu, e vissuto parecchio tempo in Toscana, scrisse con purità e forbitezza rara ne' prosatori napoletani del suo secolo ».25
Nelle storie del Cinquecento si fece molto uso delle concioni, che l'autore, secondo l'usanza degli storici antichi, pone in bocca ai suoi personaggi, e nel Machiavelli e nel Guicciardini si trovano i più insigni esempì di eloquenza politica. Molte invero furono le orazioni scritte in quel secolo, ma ben poche son quelle che non paiano fredde e stucchevoli esercitazioni retto-riche: celebre e lodatissima è l'Apologia di Lorenzino de' Medici.28 Dopo Lorenzino si citano come i migliori oratori monsi-