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IL, SECOLO XVI
stor fido di Giovambattista Guarini ferrarese (1538-1612). All'opera sua, frutto di molto studio e di lungo lavoro, il Guarini dette il titolo di tragicommedia pastorale; e vi mescolò infatti elementi comici e tragici, grandemente ampliando e complicando l'azione del dramma pastorale. II Pastor fido è certo molto artifizioso, ma vi risplendono ammirevoli bellezze.18 Nasce su la fine del Cinquecento il melodramma, di cui dirò in altro luogo.
3. Oltre il Machiavelli e il Guicciardini, Firenze ebbe parecchi storici e politici minori, e n'ebbero anche altre città d'Italia. Ma innanzi alle opere storiche propriamente dette mettiamo l'autobiografia del Celimi e un'opera importante per la storia delle arti, cioè le Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti scritte dall'architetto e pittore aretino Giorgio Vasari (1511-1574) non senza inesattezze, non sempre con imparzialità, ma con grande ricchezza di notizie, con bellissima copia di lingua e con uno stile, se non in ogni parte di egual pregio, spesso netto, vivo e colorito. 19
Benvenuto Celimi, celebre orefice, cesellatore e scultore, autore, oltre che della propria Vita, di un Trattato dell' Orificeria, di uno della Scultura, di altri scritti di materia artistica e di rime, nacque a Firenze nel 1500: dimorò in Roma sotto Clemente VII e Paolo III, si trasferì quindi in Francia ai servizi di Francesco I, nel 1545 si ristabilì in Firenze, ove lavorò per il duca Cosimo I e morì nel 1571. Cominciò a 58 anni a scrivere la sua Vita, la quale rimase inedita fino al 1728: se ne moltiplicarono poi l'edizioni, e fu tradotta nelle principali lingue straniere : in tedesco la tradusse il Goethe. « Noi non abbiamo alcun libro nella nostra lingua tanto dilettevole a leggersi, quanto la Vita di quel Benvenuto Celimi, scritta da lui medesimo nel puro e pretto parlare della plebe fiorentina », giudicava il Ba-retti, rilevando poi con acume e vivacità i maggiori pregi di quel libro; ove Benvenuto, che ebbe una vita piena d'ogni specie d'avventure, e vizi molti e insieme buoni sentimenti e virtù e un ingegno potente e bizzarrissimo, si dipinge con tutta schiettezza e originalità; e dei suoi tempi e dei personaggi, con i quali ebbe relazione, ci dà un ritratto così fedele e animato. La grammatica e la sintassi sono spesso scorrette; talvolta le idee, come nel parlare di uomo svegliatissimo ma incolto, si succedono con tale impeto da confondersi e rimanere incompiute, ma ciò no-