I CINQUECENTISTI MINOBI
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riflessione del filosofo sulla natura umana ». 14 Dei molti altri autori di commedie vogliamo nominare Agnolo Firenzuola, Giambattista Gelli, Anton Francesco Grazzini, che cercò di emanciparsi dalla imitazione degli antichi, Giovanni Maria Cecchi, il quale scrisse molte commedie con facilità e con bellissima lingua, e trattò anche le vecchie forme drammatiche popolari, la rappresentazione, mutandone però assai il- tipo, e la farsa.
La farsa popolare, che andava sempre più acquistando voga (come al contrario la perdeva la rappresentazione), ha una forma molto libera e per lo più assai semplice: riproduce generalmente persone di bassa condizione, e mira a far ridere. 15 Su la fine del Quattrocento composero farse di tal genere, a Napoli Pietro Antonio Caracciolo, in Piemonte Giovan Giorgio Alione d'Asti: in Toscana s'inserivano come intermezzi nelle rappresentazioni, e poi furono rappresentate a parte. Fino al Seicento nel Mezzogiorno durò la voga delle farse Cavaiole, « che tolsero il nome dagli abitanti di Cava, dei quali contraffacevano e beffavano la grossa piacevolezza»: erano scritte in dialetto; come pure nell'alta Italia nel sec. XVI furono composte in dialetto commedie ed egloghe da due attori d'ingegno, Andrea Calmo di Venezia e Angelo Beolco padovano, detto il Ruzzante, che la vita, i costumi,i i sentimenti dei contadini seppe rappresentare con grande verità, specialmente nella Fiorina, la migliore delle sue commedie.16 A Siena si composero e recitarono moltissime farse rusticali, le quali si unirono anche con la poesia pastorale letteraria, formando un genere ibrido che gode di molto favore presso la congrega dei Bozzi di Siena, istituita nel 1531.
Circa la metà del Cinquecento nacque la commedia a soggetto o dell'arte, appunto detta così perché la improvvisavano gli attori (che dal principio della seconda metà del Cinquecento cominciarono a comporre vero compagnie comiche) su la traccia degli scenari, nei quali era indicata la divisione delle scene o accennato soltanto ciò che i personaggi doveano dire. La commedia dell'arte, nella quale apparvero le maschere (il Capitano, il Dottore, Pantalone, Arlecchino, Brighella, Pulcinella, ecc.), con la sua vivacità buffonesca piacque molto al pubblico, ed ebbe grande fortuna in Italia e fuori, rimanendo in voga per più di due secoli. 17
Dopo VAminta del Tasso furono composti altri drammi pastorali, fra i quali ebbe immensa fama, in Italia e fuori, il Pa-