I CINQUECENTISTI MINORI
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pato composto di rispetti ritrasse e satireggiò stupendamente la politica di Clemente VII: il capitolo contro Adriano VI e alcuni sonetti e sonettesse sono satire piene di forza, terribili.
Moltissimi furono i seguaci e gli imitatori del Berni: migliore di tutti il Lasca, nome accademico di Anton Francesco Graz-zini fiorentino (1503-1584).
Tra le altre forme che i Cinquecentisti derivarono dai classici fu il poema didascalico; e i più pregevoli poemi di tal genere sono: le Api, leggiadra imitazione in versi sciolti del IV libro delle Georgiche, di Giovanni Rucellai fiorentino (1475-1525), fautore e favorito dei Medici, da Leone X inviato ambasciatore straordinario in Francia a Francesco I, da Clemente VII fatto castellano di Sant'Angelo; la Coltivazione di Luigi Alamanni (1495-1556) pur di Firenze, ma che gran parte della vita passò esule in Francia alla corte di Francesco I e di Enrico II, poema in versi sciolti, ove tutta la materia delle Georgiche è raccolta ed ampliata; il Podere in terzine del Tansillo. Ricordo anche la Caccia in ottave di Erasmo da Valvasone e la Nautica in sciolti di Bernardino Baldi di Urbino, scrittore di versi e di prose fecondo ed elegante.
2. Vedemmo come la Rappresentazione prendesse anche argomenti profani nell'Orfeo del Poliziano, nel Cefalo di Niccolò da Correggio, nel Timone del Boiardo ecc.; ma essa fu sopraffatta dall' imitazione del teatro classico incominciata verso la fine del sec. XV.11 Alla corte di Ferrara e in altre dell'alta Italia, a Roma, a Firenze, furono recitate commedie latine, o nella lingua originale o tradotte: s'incominciò poi a comporre in volgare tragedie e commedie imitate dai classici. Giangiorgio Tris-sino, l'autore dell'Italia liberata dai Goti, diede il primo esempio della tragedia regolare con la Sofonisba, l'argomento della quale prese dalla storia, attenendosi fedelmente al racconto di Livio. Giovanni Rucellai, amicissimo e « il più caldo cooperatore » del Trissino, compose la Rosmunda (pigliando l'argomento dalla leggenda longobarda della morte di Alboino, ma imitando l'Antigone di Sofocle) e l'Oreste, un libero ma infelice rifacimento dell'Ifigenia in Tauride d'Euripide. Giambattista Giraldi ferrarese compose varie tragedie, delle quali la più nota e importante è l'Orbecche: sebbene l'argomento sia desunto dalle novelle del medesimo autore, essa è condotta sul modello di Seneca, che il Giraldi, come altri del suo tempo, poneva al di sopra dei
9 — Venturi, Storia della Letter. ital.