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IL, SECOLO XVI
ciguerra veneziano (morto nel 1502), ma si fa argiita e scherzosa alla maniera oraziana con l'Ariosto. Giovenale più che Orazio segue l'Alamanni nelle sue satire piene di nobile sdegno. Il Tansillo in alcuni Capitoli imita l'Ariosto, e in altri più originali, ove prevale lo scherzo, la maniera del Berni. Pietro Nelli senese unì con l'amarezza satirica la vena facile dei burleschi. Nella poesia giocosa Francesco Berni 8 riuscì così felicemente che da lui essa ebbe nome di bernesca. Nato di famiglia fiorentina a Lamporecchio in Val di Nievole nel 1497 o '98, servì il cardinale Bibbiena suo parente, il nipote di questo Angelo Dovizi, Giovan Matteo Giberti vescovo di Verona ed il cardinale Ippolito de' Medici, che gli conferì un canonicato nel Duomo di Firenze. In questa città, ove desideroso di libertà e d'indipendenza erasi stabilito con molto dispetto e sdegno del cardinale Ippolito che lo voleva a Poma, si sospetta facesse una tragica fine, nel 1535, avvelenato dal cardinal Cibo, per essersi egli rifiutato di dar veleno al cardinal Salviati, inviso al duca Alessandro. Il Berni scrisse in latino elegie ed epigrammi; da giovane compose una farsa rusticale in ottave, imitando il parlare dei contadini del Casentino, la Gatrina; in prosa scrisse un arguto Dialogo contro i poeti: ma le opere cui deve la sua fama sono le Rime e il Rifacimento dell'Orlando Innamorato del Boiardo. Nel Rifacimento si propose di correggere e riforbire l'elocuzione del poema del Boiardo; ma forse non di rado gli avvien di guastare la semplicità e la robustezza dell'originale: fece inoltre alcune aggiunte come i bellissimi proemi dei canti, la massima parte o interamente originali o dal Berni svolti e arricchiti, e le famose ottave dove dipinge tanto facetamente sé stesso. 9 La più parte delle rime sono capitoli (componimenti in terzine, di stile familiare e giocoso), sonetti e sonettesse (o sonetti caudati). Ora il poeta scherzosamente loda e celebra, spesso con allegorie oscene, cose vili e spiacenti, come le anguille, i cardi, i debiti ecc.; perfino alla peste dedica due capitoli per dimostrare « che '1 tempo della peste È il più bel tempo che sia in tutto l'anno»: ora al contrario volge in burla argomenti nobili e gravi come, per esempio, nel capitolo In lode di Aristotele, a messer Pietro Buffetto cuoco: altri capitoli sono scherzevoli epistole agli amici, come quello lepidissimo a Girolamo Fra-castoro. 10 Nel celebre sonetto Chiome d'argento fine irte ed attorte il Berni parodiò i petrarchisti: nel sonetto caudato Un pa-