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IL, SECOLO XVI
le dottrine, già accennate nella prefazione al Rinaldo, intorno ai modi di concordare in una nuova forma l'epopea antica e l'epopea romanzesca: questi tre discorsi rifece ed ampliò ne' sei Discorsi del poema eroico. Ricchissimo e dei più importanti e belli della letteratura nostra l'epistolario, con tanto amore raccolto e illustrato da Cesare Guasti: documento prezioso per conoscere a fondo la mente e l'animo del Tasso.
3. Ma questi deve la sua gloria alla Gerusalemme Liberata, per la quale è annoverato tra i grandi poeti. 7 Già prima del Tasso vari letterati s'erano provati nel poema eroico : l'epopea romanzesca aveva raggiunto la perfezione con VOrlando; d'altra parte i dotti miravano ad un'imitazione sempre più stretta e rigorosa degli esemplari greci e latini, volevano un poema condotto secondo le regole di Aristotele e su i modelli di Omero e di Virgilio. Giangiorgio Trissino di Vicenza (1478-1550), che fu protetto e adoperato in onorevoli uffici da Leone X e da Clemente VII, e da Carlo V fu nominato conte palatino, uomo di molta erudizione classica e innamoratissimo dei greci, compose, con minuziosa, pedantesca imitazione d'Omero, un poema in versi sciolti fiacchi e noiosi: L'Italia liberata dai Goti, ov'è narrata la impresa di Belisario: quest'opera che, sebbene costasse all'autore venti anni di lavoro, non ha alcun pregio, fu letta da pochi e tosto dimenticata. Altri rinnovarono la prova cosi infelicemente riuscita al Trissino. Luigi Alamanni, principalmente famoso per un poema didascalico, la Coltivazione, che ricorderemo a suo luogo, tentò nel Girone Cortese e nell'Avarchide, due poemi in ottave il cui argomento è tolto dalle leggende del ciclo d'Artù, di trasformare il poema cavalleresco ravvicinandolo all'epopea classica; anzi nell'Avarchide ebbe la strana idea di seguire strettissimamente l'Iliade nei fatti e nei personaggi con una favola del ciclo brettone, quasi soltanto mutando i nomi dei luoghi e degli eroi: così invece di Troia è assediata la città di Avarco (Avaricum) nelle Gallie; Artù corrisponde ad Agamennone, Lancillotto ad Achille ecc. Bernardo Tasso (1493-1569) attinse alla favola spagnuola di Amadigi per il suo poema, che è appunto così intitolato: voleva dapprima scriverlo con la regolarità e l'unità d'azione dell'epopea classica, e volentieri avrebbe anche usato il verso sciolto, ma poi mutò avviso e, seguendo la maniera romanzesca, ristrinse l'imitazione classica allo stile e agli ornamenti rettorici: fece opera che, quantunque difettosa, dai con-