TORQUATO TASSO
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stiche. 4 Egregiamente riuscì invece nel dramma pastorale con VAminta, squisito lavoro, che dopo la Gerusalemme è meritamente delle opere del Tasso la più letta e ammirata. La favola 11'è semplicissima: la pastorella Silvia è indifferente e ritrosa all'amore ond' è acceso per lei il pastore Aminta, nonostante le grandi prove che questi gliene dà; sparsasi la notizia che essa sia stata divorata dai lupi, Aminta si getta da un dirupo, ed è creduto morto; Silvia allora si pente della sua durezza, si dispera, vuol morire anch'essa; ma Aminta cadendo ha battuto in un cespuglio, che ha tolto alla caduta di esser mortale; tramortito dal colpo, quando riapre gli occhi, vede presso di sé piangente e innamorata Silvia: i due giovani si sposeranno. Amore dice il prologo, ed è l'anima della favola, che si svolge per una serie di graziosi idilli in cinque brevi atti, chiusi ciascuno da un coro di pastori.
La favola pastorale, siasi essa svolta, come i più credono, dall'egloga in forma drammatica, o si consideri, come vuole il Carducci, una nuova specie drammatica mostratasi da prima in Ferrara con l'Egle di G. B. Giraldi, rappresentata nel 1545, e col Sacrificio di Agostino Beccari, rappresentato nel 1554, certo venne alla somma ^perfezione con VAminta. 5
Come lirico il Tasso procede, al pari degli altri poeti contemporanei, dal Petrarca, ma è fra i primi del secolo, e quando significa sentimenti vivi e veri, quando sfoga i propri dolori, riesce originale ed efficace: trattando il sonetto, la canzone, la ballata, il madrigale, l'ottava rima, cantò i suoi amori, celebrò papi, principi, principesse ecc. ; in varie rime, e delle più schiette e commoventi, trasse argomento dalla religione. G
Scrisse egli anche moltissime prose, specialmente di argomento filosofico e letterario ; dialoghi, discorsi, lettere. La più parte dei dialoghi furono composti in Sant'Anna: essi dimostrano una grande erudizione e hanno bei pregi di forma, rivelando il profìcuo studio dell'autore nei dialoghi platonici: quanto alle dottrine filosofiche presentano uno dei soliti tentativi, dei soliti sforzi, che da più di un secolo si facevano, per conciliare Platone ed Aristotele col cristianesimo. Dei discorsi alcuni sono propriamente orazioni, altri trattati didascalici, tra' quali particolarmente notevoli quelli intorno al poema eroico: pochi anni dopo aver pubblicato il Rinaldo, il Tasso componeva tre Discorsi dell'arte poetica ed in particolare del poema eroico, ove svolgeva