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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   TORQUATO TASSO
   117
   Torquato Tasso.
   1. Vita di Torquato Tasso.— 2. Poemi minori, componimenti drammatici, liriche e prose del Tasso. — 3. le Gerusalemme Liberata e la Gerusalemme Conquistata.
   1. Da, Bernardo Tasso, letterato e poeta, e da Porzia dei Possi nacque Torquato l'il marzo 1544 in Sorrento:1 passò la fanciullezza a Salerno e a Napoli, dove frequentò per qualche tempo le scuole dei Gesuiti: di dieci anni andò a Roma presso il padre (esule dal regno per la fedeltà al suo signore Ferrante Sanseverino, caduto in odio della Spagna), separandosi con grande dolore dalla madre, cui i parenti impedirono di recarsi a Roma. Non la dovea più rivedere: ella morì improvvisamente nel 1556: e così ricorda Torquato questo suo primo e grande dolore in uno stupendo frammento di canzone (0 del grand'Appennino) :
   Me dal sen de la madre empia fortuna Pargoletto divulse: ah! di que'baci, Ch'ella bagnò di lacrime dolenti, Con sospir mi rimembra, e de gli ardenti Preghi, che sen portar l'aure fugaci; Ch' io giunger non dovea più volto a volto, Pra quelle braccia accolto Con nodi così stretti e sì tenaci! Lasso! e seguii con mal sicure piante, Quale Ascanio o Camilla, il padre errante.
   L'anno stesso della morte della madre, scoppiata la guerra tra Filippo II re di Spagna e papa Paolo IV, fu mandato presso dei parenti a Bergamo, dove poco rimase, che Bernardo, il quale erasi ricoverato alla corte di Guidobaldo II duca di Urbino, lo richiamò presso di sé ; e a Pesaro e ad Urbino egli attese, insieme col figliuolo del duca, agli studi delle lingue classiche e delle matematiche, addestrandosi pure nelle armi e in tutte le arti cavalleresche. Seguì poi il padre a Venezia (1559), e questi lo esercitò e lo guidò nello studio dei poeti italiani; non col disegno però di farne un letterato, ché anzi, volendolo avviare per una carriera più fruttuosa e sicura, lo mandò nel 1560 all'Università di Padova a studiar legge. Ma il giovinetto, innamo-