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IL, SECOLO XVI
3. Una delle più insigni opere storiche moderne sono le Istorie Fiorentine. s II Machiavelli aveva deliberato di cominciare la narrazione dal 1434, quando ebbe principio la grande autorità della famiglia dei Medici in Firenze; ma poi, considerando che gli storici anteriori, Leonardo Aretino e Poggio Bracciolini, diligentissimi nel narrare le guerre dei fiorentini, avevano taciuto o troppo brevemente descritti gli avvenimenti interni della città, lo studio dei quali ha tanta importanza, è anzi la parte più utile della storia, mutò il disegno dell'opera sua. Questa è divisa in otto libri: il primo è una introduzione generale, in cui è riassunta tutta la storia del Medio Evo sino al principio del sec. XV: i tre libri successivi narrano la storia interna di Firenze fino all'anno 1434; gli ultimi quattro vanno fino al 1492, l'anno in cui morì Lorenzo il Magnifico; e in questi il Machiavelli, che scriveva per i Medici, né poteva quindi liberamente giudicare dei fatti interni della repubblica, si diffonde specialmente intorno alle guerre esterne, pigliandone occasione a dimostrare i danni delle milizie mercenarie e dei capitani di ventura.
Nel primo libro il Machiavelli, come ha dimostrato il Villari, si valse molto della Ristoria ab inclinatione Bomanorum di Flavio Biondo, compendiandola e alle volte traducendola; se non che omette alcuni fatti anche importanti, che non servono a confermare i suoi principi politici, e si trattiene molto a mettere in rilievo altri, che comprovano le sue dottrine. Nel secondo libro il Machiavelli attinge al Villani, e così d'altri cronisti e storici si serve negli altri libri, ma sollevandosi grandemente su tutti, oltre che per il vigore dello stile, per l'ordine con cui vede e dispone i fatti, per le relazioni che scorge fra questi e sa metter così bene in luce, per la profonda sapienza politica. Nei particolari non ha molta cura dell'esattezza, ma nell'esaminare e narrare i fatti generali, e nel ritrarre i principali personaggi, è di un acume meraviglioso: e la sua narrazione ha una grande evidenza ed efficacia, poiché egli è uno scrittore sommo. Lo stile di lui è chiarissimo e robusto: nelle storie però meno naturale e spontaneo che negli scritti politici, poiché in esse, sebbene con misura, seguì di più le consuetudini letterarie del tempo ; ma vi sono pagine di mirabile potenza, come la narrazione della congiura dei Pazzi (libro VIII, 2-9).
Il Machiavelli coltivò anche la letteratura amena: fra le sue