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IL, SECOLO XVI
Il Machiavelli e il Guicciardini.
1. Vita di Niccolò Machiavelli. — 2. Opere politiche del Machiavelli. — 3. Le
Istorie fiorentine. Gli scritti letterari, — 4. Francesco Guicciardini.
1. Niccolò Machiavelli1 nacque in Firenze il 3 maggio 1469: nulla sappiamo della sua giovinezza; certo ebbe l'educazione classica comune in quel tempo, ma non fu un erudito e non conobbe il greco. Nel 1498 fu nominato segretario dei Dieci e capo della seconda cancelleria, che trattava le cose della guerra e del dominio interno della repubblica. All'ufficio suo adempì con grande zelo, ed essendo i Fiorentini in guerra con Pisa, più volte fu mandato al campo : fu anche adoperato in moltissime legazioni in Italia e fuori: specialmente importanti quelle presso il re di Francia e presso l'imperatore, le quali gli porsero occasione, di studiare gli ordinamenti generali della Francia e della Germania, che ritrasse mirabilmente in alcuni scritti; ma più degna di ricordo ancora è la legazione presso il Valentino in Romagna (ottobre 1502-gennaio 1503). Nel Valentino egli vide un principe accorto e ardito, che aveva saputo in breve tempo costituire uno stato forte e ben ordinato, non rifuggendo, per raggiungere il suo scopo, dai mezzi più crudeli e malvagi; con la figura di lui dinanzi cominciò a formarsi l'idea di quel principe che dovea disegnare e dipingere nel suo famoso libro.
Nelle sue ambascerie fuori d'Italia il Machiavelli aveva anche esaminato gli ordinamenti militari, massimamente della Svizzera e della Germania, poiché era persuaso ohe la debolezza e le sventure dell'Italia fossero cagionate dal non aver armi proprie e dagli eserciti mercenari: l'esempio storico di Grecia e di Roma, l'esperienza del presente dimostravano ohe la grandezza e la potenza di uno stato è fondata nell'educazione militare del popolo, nella forza di un esercito nazionale. Di qui il concetto dell' ordinanza o milizia cittadina, concetto con nobile costanza proseguito dal Machiavelli per tutta la vita, e che anche procurò di attuare in Firenze. Nel 1505, ottenuto, mercé l'aiuto del gonfaloniere Pier Soderini, ohe aveva di lui grande stima e fiducia, di fare un esperimento di questa milizia, vi si mise a tutt'uomo: e se sulle prime non se n'ebbero buoni resultati, du-