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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   LODOVICO ARIOSTO
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   schiaffo a codesto gusto delicato, faceva la parodia della lingua classica, imbarbariva il latino, mescolandovi in gran copia parole italiane e dialettali latineggiate, maltrattava dunque ambe le lingue con intenzione comica. La poesia burlesca e satirica s'era così creato uno strumento speciale. Già nel medio evo s'incontrano tracce isolate di latino maccheronico; ma il vero creatore di questa maniera di poesia fu in Italia il padovano Tifi Odasi, la cui Macaronea rimasta incompiuta apparve verso il 1490 ». Gaspary, op. cit., voi. II, parte 2a, pp. 176-77. — Sul Folengo vedi B. Zumbini, Il Folengo precursore del, Cervantes negli Studi di letterat. ital. cit.; A. Luzio, Studi folen-ghiani, Firenze, 1899; T. Parodi, T. Folengo, nel voi. Poesia e letteratura, Bari, 1916; A. Momigliano, Le quattro redazioni della « Zanitonella », nel Giorn. Stor. della letterat. ital., LXXIII (1919), p. 1 e p. 159; La critica e la fama del Folengo sino al De Sanctis, ivi, LXXVII (1921), p. 177; B. C. Ce-staro. Vita mantovana nel « Baldus », ecc., Mantova, 1919.
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