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Storia della Letteratura Italiana

Giovanni Antonio Venturi
Sansoni Editore Firenze, 1929, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   IL, SECOLO XVI
   e Fiordiligi, ed episodi vari, di Ginevra e Ariodante, d'Olimpia e Bireno, eoe. Materia così vasta, così ricca l'Ariosto padroneggia e distribuisce con arte impareggiabile, mostrando, dice, il Casella, « una mente ordinatrice e architettonica come nessun altro l'ha, eccetto Dante ». 12 Continua il Boiardo, si vale specialmente dei romanzieri della Tavola Rotonda e dei classici latini, prendendo dai primi « soltanto l'invenzione e il pensiero, dai secondi anche la forma »; 13 se non che quanto deriva da altri si appropria e ricrea con la sua fantasia. Con i classici spesso l'Ariosto gareggia d'arte, come, ad esempio, nella celebre comparazione della rosa tolta da Catullo, nella similitudine della leonessa tolta da Stazio, e in tutto l'episodio di Cloridano e Medoro, che dedusse dal virgiliano di Niso ed Eurialo (ed anche da quello di Opleo e Dimante della Tebaide di Stazio), ma dandogli un'importanza ben maggiore che non abbia nell'Eneide l'episodio di Niso ed Eurialo, rendendolo necessario allo svolgimento dell'azione.
   Anche l'idea della pazzia d'Orlando venne all'Ariosto dai romanzi della Tavola Rotonda, nei quali Tristano, Lancillotto, Ivano ammattiscono per amore: ma che portentosa pittura ha egli fatto della follia d'Orlando! e che spiritosa, originalissima invenzione ha immaginato per farlo guarire!14
   La potenza descrittrice dell'Ariosto è meravigliosa: lo stile si adatta, duttile e franco, alla varietà grandissima dei concetti dai più umili ai più alti, dei sentimenti dai più teneri ai più scherzosi. La lingua è fresca e ricca, l'ottava facile, armoniosa: in tutto una spontaneità, una ricchezza, una eleganza semplice e squisita, una serenità che incanta. Si è detto da molti che l'Ariosto abbia voluto nel suo poema faro una satira della cavalleria: nulla di meno vero; e «male fu scambiato (così il Carducci) per intenzionale ironia quel fino spirito del tempo nuovo che scherza luminoso e tranquillo fra i pennoni dei paladini e i voli delle dame del buon tempo antico ». 15
   Il grandissimo favore onde fu accolto il poema dell'Ariosto,16 indusse molti a scrivere poemi romanzeschi, che oggi son tutti dimenticati; e già mentre con l'Orlando l'epopea romanzesca raggiungeva la massima perfezione artistica, e compiva splendidamente il suo ciclo, ne cominciava la parodia Teofilo Folengo, ohe prese lo pseudonimo di Merlin Oocai e che fu un gran maestro nello scrivere il latino maccheronico.17 Nacque a