il secolo xvi
Lodovico Ariosto.
1. Il secolo XVI. — 2. Vita di L. Ariosto. — 3. Sue opere minori. — 4. L'Orlando
Furioso.
1. Nel secolo decimosesto la nostra letteratura fiorisce in tutta l'Italia, continuando e perfezionando l'opera preparata o iniziata nel secolo precedente, appropriandosi e spesso ricreando originalmente tutti i generi e le forme delle letterature classiche. Che varietà e ricchezza di opere ! Per citare solo le più insigni e gloriose, l'Orlando Furioso dell'Ariosto, gli scritti politici, le Istorie Fiorentine e la Mandragola del Machiavelli, la Storia d'Italia e gli altri scritti del Guicciardini, il Cortegiano del Castiglione, le poesie giocose e satiriche* del Berni, la Vita di Benvenuto Celimi, la traduzione dell 'Eneide di Annibal Caro, la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Lodovico Ariosto (1474-1533) apre la letteratura del Cinquecento con l'Orlando Furioso, ove l'epopea cavalleresca appare, nobilitata e abbellita dall'arte classica, nella forma più splendida e perfetta: Niccolò Machiavelli (1469-1527) e Francesco Guicciardini (1483-1540) scrivono intanto, in mezzo alle varie e agitate vicende di quegli anni, le prime grandi opere storiche e politiche della letteratura nostra: Torquato Tasso (1544-1595) chiude mestamente ma degnamente con la Gerusalemme Liberata questa età per lo splendore delle lettere e delle arti meravigliosa.
Veramente nei primi decenni del secolo decimosesto l'opera del Rinascimento compie il suo svolgimento, e ottiene pieno e incontrastato trionfo: poi tendenze e forze nuove si oppongono alla sua efficacia, e la reazione cattolica contrasta e combatte