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Storia della Letteratura Italiana nel Secolo XVI

U.A. Canello
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 327

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a cura di Federico Adamoli

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   Capitolo iv.
   loro sembianze anelie 1 motivi veramente politici, si combatteva in Francia c in Germania; e quasi tutta Europa si trovava d'accordo un istante per vincere a Lepanto.
   Che se così resta spiegata la connessione generale del poema tasscsco con l'età che fu sua, più facile ricscirà ormai spiegare anche la connessione del suo concetto animatore collo tendenze specifiche del tempo. L'Italia è sempre la nazione snervata e incapace di muoversi da sò; e la nazione clic le desidie amorose hanno sciupato; e però il poeta continua opportunamente a svolgere il motivo della morale ariostesea, c meglio la spiega. L'Italia poi, che comincia a ri-costitursi all'interno sotto la grande ombra di Spagna e dell'Impero, e che negli Stati, i quali durante i rivolgiment della prima metà del secolo si sono ingrossati e arrotondati e internamente riuniti, sente meglio palpitare la sua vitalità politica, ò anche minacciata dalle grandi e piccole gare, proprie dei nuovi potente : si ricordino, per un esempio, quelle lunghe e frivole tra la corte di Ferrara e la fiorentina; si ricordino quelle gelosie, ben più importanti, che hanno fatto lasciar sola Venezia nelle maggiori difficoltà contro i Turchi; e così si scorgerà l'opportunità chc il Tasso iniziasse quasi la rappresentaz jnc d'un nuovo concetto, del concetto omerico, chc l'ira, la gelosia di potere impedisce l'unione necessaria alle grandi e sante imprese.
   Determinata l'importanza letteraria c polirico-sociale della prima Gerusalemme tassesca, passiamo a studiare e a raffrontarvi la seconda, opera degli ultim anni del poeta (1).
   Noi ne accenneremo prima le più importanti differenze nel tessuto della favola e nella pittura de'caratteri; ne noteremo poi le mutazioni di lingua c di stile; e ne studicremo infine le speciali tendenze politiche e sociali.
   La favola della Conquistata i discosta da quella della Li iterata, specialmente nella seconda parte; e se ne discosta, sia per meglio rispondere alle intrinseche necessità dell'arte, e sia per una certa mania evidente nel poeta, di calcar più di presso le orme d'Omero.
   Per meglio far sentire queste differenze, ne. credni-mo opportuno di dare della Conquistata un sunto abbastanza largo, accennando di volta in volta, a piò di pagina, ciò che vi è di nuovo o di rinnovato o traslocato.
   C. I: Sei anni dopo il passaggio, i Crociaci s adunano a consulta in Cesarèa; e Goffredo, eletto duce, passa in rassegna l'esercito. Tra i campioni di Cristo primeggiano qui un Roberto che guida i Normanni di Francia; un altro che guida gli Olande,'si; Guidone, capo degi « scelti croi » (i Venturieri della L:b.)} vecchio di tred 3Ì lustri; il franco Giovanni, una specie di Nestore, che prodigiosamente sopravvive a parecchie generazioni e
   vide in Frane a Ile Carlo Magno, e porto scudo e lancia;
   (St. 41).
   0 infine di tutti più notevole, il g ivine e fiero Riccardo (il Rinaldo della Lib.), figlio di Guglielmo Guiscardo e di Lucia, che seco conduce 1'-i tu vi si bile amico Ruperto,
   Del buon marchese d'Ansa ultimo figlio.
   (St. 83).
   La folla de'Crociati viene di tutta Europa: di Germania, di Francia, c ttalia; e tra gl'Italiani abbondano quelli del mezzodì, discendenti de'Normanni. Di
   (1) Il Tasso si accinse al suo celebre rifacimento già noi 1586, appena uscito di carcere. Nei maggio del 1593 l'aveva finito. Lettere, V, 150.