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Storia della Letteratura Italiana nel Secolo XVI

U.A. Canello
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 327

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a cura di Federico Adamoli

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   le li le GERUSALEMMI.
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   storia della giovinezza di Clorinda è desunta dagli Aethiopica di Eliodoro (1); e così va dicendo del resto: clic il Tasso era per vena inventiva molto men ricco del non liceo Ariosto.
   Ciò rispetto al materiale poetico: rispetto alla sua dipendenza da'predecessori nel concetto fondamentale del suo poema, noi già vedemmo, come il Tasso, pur volendo sollevarsi fino al concetto d'Omero, altro non facesse realmente clie assumere di nuovo il concetto ariostesco , e meglio rappresentarlo in una favola più chiaramente contessuta.
   Notate le dipendenze della Gerusalemme dai suoi precursori, pass-amo a dir brevemente della sua connessione colla vta politica contemporanea d'Italia e d' Europa.
   In che ti distingue fondamentalmente il quadro del mondo cristiano che ha disegnato l'Ariosto, da quest'altro disegnato dal Tasso? Nell'Ariosto noi vediamo tutta l'Europa crist.ana, riunita sotto il comando dell'Imperatore, respingere l'invasione sara na. Nel poema del Tasso noi abbiamo ancora qualche cosa di siiiile: tutta l'Europa cr itiana accorre sotto i segni di Goffredo e lui accetta per duce, affine di schiacciare il capo al veccl o nemico, là nella terra santa, da lui profanata.
   Ma daccanto alle analogie, spiccano anche sostan: tali differenze. L'unione d'Europa nella Gerusalemme non è j ,-ù opera dell dea imperiale, ma bensì dell'idea relit Dsa, che ha i suoi naturali preconi mandai da Roma; e la spedizione di Goffredo ha j uttosto per obbietto la liberaz ' ne d'un luogo santificato dalla religione, che non la repulsione dal seno d'Europa d'un elemento straniero che veniva a disturbarne il procedimento verso la civiltà.
   Ora, se a questo noi aggiungiamo che il Tasso esalta specialmente Rinaldo, puro sangue latino, capos pite dei Guelfi estensi, che
   . . s'oppone all'empio Augusto e'I doma; E sotto l'ombra degli argentei vanni Llaqui,la sua copre la chiesa e lloma;
   {Libar., x, 75).
   che t tìgli di lui seguiranno il suo esempio
   E da Cesari ingiusti o da rubelli L fender an le mitre e i sacri tempi;
   (Liber., x, 76).
   e che per giunta dell'Italia e delle sue glorie speciali si fa qui più frequente e speciale menzione che non nel poema ariostesco; noi dovremo conchiudere che il poema del Tasso riveli e secondi c in buona parte prepari un movimento di rea:, one contro il grande agglomeramento di Stati operato dall'idea mpeiiale incarnatasi in Carlo V, e tenda modestamente a ridestare i singoli spiriti nas onali, ma specialmente miri a contrapporre alla grande unità impc: iale di Carlo V una grande ui.ità religiosa, che ha il suo centro a Roma e raccoglie intorno a sè tutta l'Europa ci ist ana, pronta in armi a combattere, da qualunque parte vengano, i nemici della religione e della chiesa.
   E il Tasso scriveva appunto in un' età che reag.va all'opera di Carlo V; e nella quale i papi tendevano a mano a mano a riacquistare l'antica egemonia d'Europa, facendo dei re e dell'imperatore gli strumenti del loro proprio potere, così come nell'età precedente l'imperatore e i re aveano voluto trasformare il papa in un loro cappellano; età in cui per motivi re: £ osi, chc rivestivano delle
   (1) Dunlop-Liebreelit, Geschichle der Prosa-Dic.htwigen, p. 14.