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CAPITOLO III.
non abbandona più lo bandiere del suo signore II duello è interrotto per le arti di Melissa, ebe inducono a perfìdia Agramante: si viene a generale battaglia, e ,l'Infedeli sono del tutto disfatti. La loro flotta, facendo vela per l'Africa, sarà oi disfatta da quella clic per Dudone aveva apprestato Astolfo.
Nel mentre, infatti, queste eose si compivano in Francia, e la guerra per questa volta vi era finita per opera in specie di Rinaldo, Orlando rinsavito si preparava a distruggere in Africa fin le radici d'ogni guerra avvenire. Astolfo sull'ippogrifo era potuto salire fino al ciclo lunare e riportarne il senno del conte, ehe, avendo trovate le prove degli amori di Angelica e Medoro, era impazzito, e compiendo molte opere folli era giunto sul lido africano. Qui lo trovò Astolfo, ebe eo'Nubi avea conquistato buona parte del regno d'Agramante e s'apprestava ora a dar l'assalto alla capitale, Biserta. Dal momento che Orlando ha riaequistato il senno, egli diventa il duce naturale della guerra, sebbene la direzione di nome resti sempre ad Astolfo. Orlando, dice il poeta,
Tutta Biserta poi d'assedio cinse Dando pet^ò l'onore al duca inglese D'ogni vittoria; ma quel duca il tutto Facea come dal Conte venia {stridio.
(xxxix, 64) (1).
Biserta è presa d'assalto, e viene infiammata
>Sicché a Francia mai più non faccia guerra;
(XL, 9).
ed Agramante ehe su piceola barea era sfuggito alla flotta di Dudone, giunge al lido afrieano per vedere le fiamme della sua capitale.
Disperato egli vorrebbe uccidersi ma Sobrino lo dissuade, poiché, morto lui, Carlo non avrebbe più nessun contrasto a conquistare e a tenersi tranquillamente l'Afriea. Rifugiatosi sovra un'isola deserta, vi trova il re Gradasso, che si offre di assumere un duello definitivo con Orlando. Agramante stesso, e l'istesso vee-ehio Sobrino vogliono prender parte alla prova estrema; e così si prepara ad Orlando risanato la gloria d'avere veramente terminata la guerra. Nel tripliee duello di Lipadusa, Agramante c Gradasso sono uccisi, il buon Sobrino si converte; uceiso è pure Brandìmarte e ferito Olivieri ; ma quasi per lasciar maggiore spazio alla vittoria gloriosa di Orlando , che insieme con Rinaldo venuto In eerca di lui, e insieme con Ruggero battezzato alla fine, se ne torna in Francia a festeggiar la vittoria. Più tardi Ruggero uceiderà anehe Rodomonte, l'ultimo guerriero di Pagania ehe restasse in terra franecse.
Tale è il collegamento ehe noi erediamo di vedere fra le due azioni che sembrano disputarci il primato nel poema ariostesco; questo è il coneetto ehe noi ei siamo formati della organica unità della sua parte maggiore.
Noi siamo tuttavia ben lontani dal eredere che l'unità del Furioso, o più esattamente del poema che ne costituisce una parte principale, sia così salda e perspicua eome quella che abbiamo indicato nell'Iliade. Quest unità non è perspicua ; si direbbe anzi che il poeta si sia studiato di avvolgerla dentro le mol-teplie:' pieghe episodiche del raceonto e colle continue interruzioni della narrazione eentrale abbia voluto attenuarne nei lettori il sentimento. Quest'unità è tutt'altro ehe salda: ciò che proviene prireipalmente da due motivi.
Il primo motivo ha le sue radiei nella troppa ampiezza della tela ariostesca e nella molteplicità dei fili ehe la contessono. Mentre *nfatt mA\'Iliade è quasi la sola i. a d'Achille che intralcia il procedimento della grande impresa nazionale, qui invece gli intraleiatori sono più d'uno : Orlando in primo luogo ; Rinaldo per
(1) E confronta anche il C XL, st li e 20; e insieme Kajna, p. 479.