L'ORLANDO FURIOSO E GLI ALTRI POEMI DEL CICLO CAROLINGIO. 109
Ài sereno, alla pioggia, al freddo, al caldo, Nudo va discorrendo il piano e 'l colle: L'altro, con senno non troppo più saldo, D'appresso al gran bisogno ti si tolle ; Che, non trovando Angelica in Parigi, Si 1 irte, e va cercandone vestigi.
(xxvu, 7-8).
Ai quattro terribili campioni di Pagania s'aggiungono ben presto anche Ruggero e Marfisa; e i Cristiani- che assediavano il campo Saracino sono rotti e ricacciati dentro Parrgi. I paladini vengono fatti tutti prigioni ad eccezione di Uggeri e di Oliviero feriti (XXVII, 32); se non era Brandimarte,
Carlo n'andava di Parigi in bando.
(xxvu, 33).
Ma il Cielo s move a pietà de' suoi fedeli; e rimanda la Discordia al campo pagano. Vecchie questioni di donne, di cavalli, d'insegne, di spade risorgono fra Ruggero, Mandrieardo, Rodomonte, Marfisa, Gradasso e Sacripante. L'arruffio è grande e la Discorda manda un grido di gioja che arriva sino alle stelle.
Rodomonte, irato contro Doralice volubile e insieme contro Agramantc, s* ritira dal campo c si professa ormai nemico di tutte lo donne e di tutt i cavalieri; Marfisa si ritira, adirata per Brunello; Mandrieardo e ucciso in duello da Ruggero, e Ruggero stesso ne resta gravemente ferito: Sacripante poi viene allontanato dal campo da un'avventura di donne.
Mentre il campo Saracino è così privato de'suoi migliori campioni, :1 men folle Rinaldo conduce da Montalbano nei press, pi Parigi i suoi parenti e la terribile schiera de'settecento ; e messosi d'accordo coll'Imperatore, Ki] notte oscura dà l'assalto agli Infedeli (XXXI, 56, 59). Agramante, spaventato dal valore dei Cristiani e dalle stregher ie di Malagigì, si nsolve a ] «trrarf. ver so Arli (XXXI, 83).
Qui lo insegue Carlo con Rinaldo e cogli altri, e cinge d'assedio la città. Agramante manda a chiedere soccorsi .in Spagna e in Africa, e non dispera punto della vittoria. Ma dall'Africa gl arriva la nohzia che i Nubi (condotti da Astolfo) infestano il regno; e sebbene Marsilio gli dica:
Or piglia il tempo che, per esser senza Il suo nipote Carlo, hai dr vendetta. Poi che Orlando non e' è, far resistenza Non ti può alcun della, nemica setta;
(xxsvilì, 47).
il re crede pi,ù sano il parlare del vecchio Sobrino, il quale oppone:
Che Orlando non ci sia, ne ajuta . . .
Ma per questo l periglio non rimuove... Ecci Rinaldo, che per molte prove Mostra che non minor d'Orlando sia.
(xxxvin, 54).
Poi, son più dì che non c'è Orlando stato, E più perduto abbiam che guadagnato ;
(xxxvm, 55).
e propone a Carlo d definire la guerra con un duello. Carlo accetta ; e i due campioni designat sono Ruggero e Rinaldo, il men folle Rinaldo, che da un pezzo