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CAPITOLO III.
Cristiani con larga pioggia che spense l'incendio (Vili, 69). Ma intanto Agramante vicn preparando regolare assedio e
Il santo Imperio e il gran nome di Francia
(vili, 69)
sono in più grave pericolo che mai In questo frangente, clic fanno Orlando e Rinaldo? Orlando ch'era venuto a Parigi, non già per difendere lo zio, ma per cercarvi Angelica, tormentato da un sogno chc gli rappresenta perigliante la sua bella, abbandona di notte la città assediata e la va cercando all'intorno; c il fido Brandimarte, saputa la partenza del conte, se ne parte anche lui. sia per ricondurlo, sia per fargli compagnia.
Al grande errore del conte rimedia, ma quasi per caso, Rinaldo, il quale pure era venuto a Parigi in cerca d'Angelica. E poiché egli è bensì innamorato, ma non follemente quanto il cugino, egli non sa resistere al comando di Carlo di andarne in Inghilterra per condurre dì là a Parigi un esercito ausiliario. Ed ecco che la passione amorosa allontana nel momento del bisogno maggiore il più forte difensor de'Cristiani, e rende tepido al loro soccorso Rinaldo.
Passa 'autunno e l'inverno; e eoi giungere della primavera, mentre i migliori tra i campioni cnstiani sono lungi da Parigi, Agramante, visto esser vano il ritentare l'assalto, richiama dai diversi alloggiamenti le sue genti per formare il regolare assedio (XII, 70-2). Saputo poi che gl'Inglesi e gli Seotti hanno passato ( mare, s'affretta all'espugnazione (XIV, 66). L'impeto d Rodomonte già penetrato in Parigi c la sagacia di Agramante chc assale una porta stanno già per dare .1 cuore della Francia in mano agl'Infedeli; ma fu loro interdetto
Dal Paladin che venia d' Inghilterra Col popolo alle spalle inglese e scotto Dal Silenzio e dall' Angiolo condotto.
(xvi, 28).
Agramante è vinto; anche Rodomonte è costretto alfine ad uscii' di Parigi (XVIII, 23); i pagani, condotti da Mars.ao, si rifugiano negli aceampament'; e Carlo ve li incalza fino alla notte (XVIII, 161). Gli assediatori diventano assediati Così per l'opportuno arrivo di Rinaldo, non tanto folle in amore, si ripara all'assenza del Conte innamorato alla follia c immemore del proprio dovere.
Ma, appena scongiurato il pencolo, anco Rinaldo i seorda de' suoi doveri di paladino per pensar solo ad Angeliea cui cerea prima per tutti i monasteri di Parigi e poi va cercando verso Anglante e verso Brava, dove la stima nascosta con Orlando. Ed ecco un giorno 1' u antico avversario n sapendo lontano da Carlo anche Rinaldo, pensa di rinnovare i danr de'Cristiani (XXVII, 13); e fa tornare al campo di Agramante Rodomonte, già corso dietro a Porafice e Mandricardo che gliel' aveva contesa.
Guardati Carlo; che 'l ti vien addosso Tanto furor ch'io non ti veggo scampo. Nè questi pur ,• ma 'l re Gradasso è mosso Con Sacripante a danno del tuo campo. Fortuna, per toccarti fin ali osso, Ti tolle a un tempo l'uno e l'altro lampo Di forza e d\ saper, che vivea teco; E tu rimaso in tenebre sei cieco.
Io ti dico d'Orlando e di Rinaldo ; Chè l'uno al tutto furioso e folle