L'ORLANDO FURIOSO E GLI ALTRI POEMI DEL CICLO CAROLINGIO. 107
» ci allontaneremo in guisa da non discerncre più i particolari, vedrem pure alla n fine delinearcisi una forma generale. Non la dire una trama; piuttosto la ras-ìì somiglierei ad un tronco, nascosto in gran parte dai rami e dalle frondi. Questo ìi tronco ritrovo nella guerra tra Agl'amante e Carlo Magno (1) ».
Ma con buona pace di questi valentuomini, a nox pare che molto prima di loro fosse stata pronunciata sulla questione una parola che dovea, se non altro, mettere sulla buona via di risolverla. II Voltaire, che prima, nell'osa? sur la Poesìa épique, avea maltrattato il Furioso, ne faceva poi onorevole ammenda nel Diction-naire philosophique, dove, tra l'altro, affermava chc u le poème de l'Ariosto est à » la fois l'Iliade, l'Odissèe et Don Quichotte (2) ». Noi cercheremo di interpretar qui il pensiero del Voltaire; e vedremo allora ripresentarcis quas da sè stessa risolta la vecchia questione.
Nel Furioso c'è un' Iliade.
Per il nostro scopo giova dimenticare tutte le dotte e sottili disquisizioni sulla formazione dell'Iliade: noi la consideriamo tal quale ce l'ha data la tradizione letteraria, tal quale l'ha raffazzonata l'ultimo dei rapsodi; e ci domandiamo: in che consiste l'unità di questo poema? Forse nel prevalervi d'un'ur<.ca azione, elio lotrebb'esscre l'assedio di Troja? Ma altri potrà obbiettare chc l'assedio di Troja non è se non lo sfondo dell'azione, e che 1' azione vera e propria del poema è l'ira d'Achille: tant'è vero che vi fu chi pensò esser sorta l'Iliade attuale da due più antichi poemi, da una piccola Iliade c da un' Achilleide! A noi par chiaro che l'unità del poema omerico consista tutta quanta nel nesso necessario che v'è tra il procedimento di queste due azioni: l'assedio di Troja e l'ira d'Achille. Finché i Greci guerreggiano d'accordo, subordinati al capo che si hanno liberamente eletto, la guerra procede prosperamente; ma dal momento che uno dei loro condottieri, spinto dal troppo vivace sentimento del proprio valore, si ribella al capo comune e irato si ritrae dalle comuni battaglie, ecco che la guerra volge alla peggio, ecco che gli Achei di assedianf diventano assediati, ecco che l'impresa minaccia di riuscir vana. Senonchè alla fine Achille, consigliato, da quel superbo ch'egli è, da un sentimento personale, la vendetta di Patroclo, smette l'ira e riprende le armi; e allora cade l'eroe difensore de'Tro-;ani, e di traverso alle sue esequie si intravedono facilmente quelle di tutta la sua città.
Guardiamo ora se nel poema dell'Ariosto ci sia nulla di somigliante. Anche qui subito cj si presenta un'anione guerresca che può fare buon riscontro alla guerra trojana; e insieme vediamo a quest'azione intrecciarsene un'altra, la quale ne determina lo svolgimento: l'amore furioso d'Orlando, che fa giusto riscontro all'ira d'Achille. Se, adunque, si regge quanto abbiamo detto intorno all'unità dell 'Iliade, noi possiamo ora soggiungere che l'unità della composizione ariostesca non può già consistere nel predominarvi d'un'unica azione, qua! sarebbe la guerra tra Carlo ed Agramante; e non può del pari consistere in un predominio che sembi' possa avervi l'amore e la pazzia d'Orlando; ma che piuttosto essa cons'Sterà nel nesso costante e necessario che intercede fra lo svolgimento della guerra dei Cristian contro i Saracini e l'amorosa follia d'Orlando e del cugino Rinaldo.
Consideriamo, infatti, un po' davvicino l'andamento della narrazione del Furioso, facondo per ora astrazione dalle storie di Ruggero e Bradamantc- e dalle altre minori che hanno spiccato carattere episodico.
Dopo la disfatta di Bordeaux, che l'Ariosto solo accenna, perchè già narrata dal Bojardo, i Cristiani fuggono alla volta di Parigi, inseguiti da Agramante e da' suoi Un primo assalto della città sarebbe stato fatale, se Dio non ajutava i
(1) Op. cit., p, 35.
(2) Citato dal Ginguené, IV, 483,