LA VITA DI GIORDANO BRUNO.
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tore del tutto; lanciando di tratto in tratto le sue frecciate alla teologia cattolica e cristiana, che rovinavano al mancare della base astronomica tolomaica. E con non minore efficacia lesse snlY Immortalità dell' anima, dimostrando come l'anima dell'Universo sia una sostanzialmente, costituita di tante monad destinate ad avvivare i .ngoli corpi: che quest'anima è dappertutto la stessa, ma appare o intelligente o bruta a seconda chc si trova informare un organismo più o men bene disposto; ch'cssa, come la materia, non muore, non può morire, perchè mai è nata, ma permaue, passando di forma in forma e forse di mondo in mondo, fino che arrivi a ìiconfondersi collo spirito universale. E rivolgendosi agli attenti scolari e ai saccenti dottori, egli, col sorriso sulle labbra, benche pensose le ciglia, poteva sclamare:
I nunc, etulta • minas mortis, fatumque timeto!
La morte c un'illusione, un passaggio: lavoriamo dunque per diventar degni di migrare in corpi più belli, per salire la grande scala degl enti.
Ida lo spirito inquieto del Bruno non trovava piena requie nemmeno fra gli applausi e le dolcezze che l'Inghilterra gli offriva; e nel 1585 egli seguì il signore di Castelnau che se ne tornava a Parigi, e dopo essersi qui fermato per un anno senza uffìe o alcuno, deliberò, anche u per causa de'tumulti (1) » civili, da'quali egli tumultuatore intellettuale pare sommamente abborrisse, di andarsene in Germania (giugno 1586), il paese che parea fatto apposta per le disquisizioni trascendenti. Si recò pertanto prima a Magonza (2), poi a Marburgo dove chiese e gli fu negata la facoltà di leggere pubblicamente, forse perciò ch'egli s presentava come dottore romano ; e e trasferì in fine a Wittemberg, l'Atene germanica, dove, avea fatto le sue prove Lutero.
Accolto con deferenza e con rispetto dagli scolari e dai colleglli, egli cominciò a leggere con molto plauso sulla metafisica e sull' astronomia nuova copernicana; e la facile parola e il grande ardore con cui professava le sue idee novatrici gli procurarono ben presto l'affetto degli uditori, nei qual egl veniva studiando le intime capacità della nazione germanica, che, se una buona volta si fosse liberamente messa alla ricerca filosofica, sarebbe divenuta maestra alle altre, Per quasi due anni i, filosofo italiano aperse liberamente ai giovani tedeschi i nuovi mondi della sua mente ; ma essendo poi morto l'elettore Augusto luterano e successogli Cristiano I che inclinava al rigorismo di Calvino, cominciarono le noje per i Bruno, il quale, fatto un affettuoso saluto pubblico agi' scolari e ai dottori dello studio, se n'andò alla volta di Praga per tentar l'animo e il favore del bizzarro imperator Rodolfo, innamorato delle scienze occulte; al quale il Bruno sperava forse di rendersi caro coi segreti della sua mnemotecnica. N'ebbe infatti un presente di trecento talleri; ma vedendo di non poter insegnare in quella cattolica università, si trasferì ad Helmstadt (aprile 1589), dove, nuovo arrivato, tentò di fars' fama leggendo un panegirico del duca Giulio della casa di Brun-swik, morto n que' giorni, che gli fruttò un regalo di ottanta scudi dalla liberalità del successore. E qui pure egli avrebbe voluto fermarci qualche tempo e far tuonare la sua libera voce; ma il sopraintendente della comunità evangelica se ne commosse e gli scagliò dritta dritta la scomunica.
E co. , scomunicato dalla chiesa di Roma e scomunicato dagli osteggiatori di quella, egli riprese le sue peregrinazioni alla volta di Francoforte sul Meno, per
(1) Documento IX, presso il Berti,, p. 3-17.
(2) Parmi s';ngann il Berti nello interpretare o correggere il Mez del documentoTX come Metz o comp Mar-brrgo. Il testo dice « feci prima recapito a Mez, alias Magonza... e non trovando uè qui né in Virpure luoco poco lontano de lì trattenimento a mio modo andai a Vittimberg »; e noi non dubitiamo Ui scorgere in quel Mez il Mainz (Magonzal dei Tedeschi, pronunciato Meinz alla basso-tedesca ; e Vi&pnre cv< Jiamo sia male scritto o mal letto per Mar-pure (Marburg) dove si sa di positivo essere stato il Bruno,