LA VITA DI NICCOLÒ MACHIAVELLI.
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istrutti dall'esito, possono giudicare con sicurezza delle sue virtù c de' suoi difetti Certo, oggi ancora, vi potranno essere sul suo conto disparità c ' giad zio; non così gravi tuttavia come per l'addietro^- e noi vediamo 1 Gioda e il Yillaii, l'uno inteso più a giudicare del valor intrinseco delle dottrine del Machiavelli, l'altro a mostrarne la genesi nell'uomo studiato di fronte ai suoi tempi riuscire a conclusioni quas uguali. Che se un valoroso italiano, che pur tanto avea studiato la storia d Fi :enze, non dubitava dì scrivere, or non sono molti anni, che il Machiavelli ebbe u malvagio » il pensiero, malvagio 1 ingegno, l'anima corrotta » (1), e'non sarà diffide dare le ragioni del fatto ricordando che quello sto> ico non apparteneva più alla nostra generazione, tra la quale, come per caso, era sopravvissuto.
Dietro la scorta specialmente del Villari e del Gioda, pur : (servandoci sempre piena libertà di giuchzio, noi verremo toccando i fatti più notevoli nella \ita del segretario fiorentino, procurando di raggrupparli in modo che se ne mostrino le idee diiettive, e se ne rilievi il carattere dell'uomo.
Niccolò Machiavelli ci si mostra la prima volta all'età di vent'otto anni: della sua vita anteriore quas. nulla sappiamo di certo. Ma poiché fatti, in .specie politici, che ìi svolsero sotto i suoi occhi di giovane, egli li ha notati nelle Istoria fiorentine, noi possiamo rilevare talvolta, dal modo in cu. li narra, quale impressione facessero al momento sull' animo suo, e ricostruire così alla meglio la storia del suo svolgimento intellettuale.
Fra gli avvenimenti che più devono aver colpito la sua fantasia di fanciullo, e che poi hanno sommin'strato materia d considerazior. all'uomo maturo, saranno certo da mettere lo due congiure ordite a poca distanza di tempo a Milano e a Firenze, e riuscite tutte e due a danno dei congiurati, senza alcun u.lle o con danno anche pubblico. Il 26 dicembre del 1476, due giovan umanismi milanesi pugnalavano Galeazzo Maria Sforza; ma il popolo non sa che farsi dei nuovi Bruti, e fa e lascia fare ;;iust'.zia dei congiurati. A Firenze, il 26 aprue 1478, quando il Machiavelli 'era su nove anni, i Pazzi e i Salviati attentano alla vita di Lorenzo e di Giuliano de'Medici; ma scontano all'istante l'insano e mal preparato disegno, perdendone essi la vita, mentre la tix'annide medicea ne veniva rafforzata (2). Il Machiavelli non congiurerà.
La guerra poi che Sisto IV, collegato cogli Aragonesi, moveva a Firenze, e propriamente a Lorenzo do' Medici, idolo ormai della popolazione, deponeva nel-1' animo del Machiavell i gerrn. d un' ìsuperabile avversione e disprezzo per il governo de'preti.
Finita presto per l'accorgimento e generosità d Lorenzo quella guerra, Firenze e l'Italia godettero d'allora in poi parecchi ann di pace profonda, abbellita dal rifiorire della nostra poesia volgare, cui gl studi della poesia antica aveano nel frattempo ispirato novello vigore. E dal 1480 al 1494 liberamente s. svolse la florida gio^nezza del Machiavelli, dedita per gran parte, come ci fanno arguire le sue posteriori abitudini, alla elegante rilassatezza in cui viveva e facea vivere Firenze il Magnifico Lorenzo. ISToi facilmente possiamo maginarlo assistere con scettico sorriso alle frequenti sacre rappresentazioni, colle quali Lorenzo e i suoi famigliari solevano piaggiare le tendenze popolar.1 e poi nel suo segreto, o in cerchie istrette d'amici, studiare la comedia umana di Plauto e di Terenzio, meditando di trarre qualcosa di simile dalla vita che gli s svolgeva d'intorno. E certo sin da quel tempo egli cominciava a-contrapporre ai piccoli Lntilgl , ai molteplici ripieglr, alle astuzie diplomatiche, di 3ui si tesseva principalmente allora la vita pubblica, i grandi fatt della vita pubblica antica, che veniva studiando in Tito Livio c n Plutarco.
(1) G. Capponi, Storia della repubblica di Firenze, II, 368.
(2) Vedi i Discorsi sopra la prima Deca di T.Livio, 1, III, c. VI; e cfr. le Istorie Fiorentine, 1, VII in line, 1. VII! in principio.