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Storia Letteraria d'Italia
Il Risorgimento
Giosia Invernizzi
Francesco Vallardi Milano, 1878, pagine 368

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   236 IL RISOiìGIMENTO.
   Il re di Castiglia s'innamora d'Uliva e la sposa, malgrado le opposizioni delia madre sua, che irata va lontano dalla reggia a dimorare in un monastero Per Uliva par che si preparino g.orni inen tristi; il suo cuore s'apre alle dolcezze dell'amore. Vuo'mi tu bene7: — le chiede il re; Me'che tu non dV, — ella gli risponde; Io son contenta più che meri ogni dì. Tutto esulta intorno a lei, e il re, a festeggiar gli sponsaL fa bandire una gran giostra. Intanto la scena è occupata da un intermezzo fantastico rappresentante il rinnovarsi dell'anno. Yedesi un vec -chio dalla bianca barba con vesta insino ai piedi di tela rozza, e in capo un cappello bianco coperto di citerà o martello senza fiorì; poi una fanc..riletta biancovestita con ghirlande d:. fiori m capo ; quindi tre donne e due uomini con vesti di vari colori e fiori in capo; e finalmente Cupido vestito al modo ordinario. Oltre a questi personaggi, dentro la scena vi sono diverse persone che con fischi da pigliar uccelli fischiano or l'uno, or l'altro, or tutti :nsieme tanto quanto dura l'intermezzo. Le tre donne vanno per la scena cantando un inno alla Primavera di cui ecco alcune strofe:
   Rivestasi la terra Di fresche erbette e fiori ; Ardino e freddi cori in caldo fuoco.
   Ogni prato, ogni loco Fiorisca in questo giorno, Onde ne resti adorno il mondo poi.
   Destisi amor fra noi E sgombri ogni gravezza Et empia di dolcezza e nostri petti.
   Le pure verginelle Vadin pe' prati errando Dolcemente cantando i lor pensieri,
   Dispergasi il veleno Che gli altrui petti infiamma E non si senta dramma di martire.
   Finito l'intermezzo, compariscono i cavalieri, e comincia la Giostra, nel più bello della quale ecco un corriere che annunzia che ;1 re di Navarra si prepara a mover guerra alla Castiglia. Il re lascia allora a Simbaldo la cura del regno e della regina, già rimasta gravida, e parte pei confini del regno. — Qui escono duo donne, l'una vestita di bianco con una colomba bianca sulle spalle, l'altra vestita di verde con una bacchetta verde in mano. La prima deplora che tutto il mondo sia in guerra, l'altra le risponde dicendo che se a Giove piace, verrà giorno che tutto quanto il mondo starà in pace. Quando le due donne hanno finito di cantare escono quattro vestiti da mataccini (la guerra), con sonagliere ai piedi e spade ignude in mano con gran strepito. Il festajuolo avverte che sarebbe buono facessero due o tre atti di moresca, e non lì sapendo fare scorressero per la scena. Mentre il re co' suoi baroni attende alla guerra, Uli^a partorisce un bel bambino. La lieta novella vien mandata allo sposo per mezzo di lettera. Ma il corriere passando dal monastero ov'è la regina madre, vi si trattiene e narra del bambino e della lettera di cui egli è apportatore. Alla mente della vecchia regina balena un truce pensiero. Addormenta il corriere, gii leva la ietterà e in cambio di questa gliene mette nella tasca un'altra scritta a suo modo. — Qui, per intrattenere, ha luogo un' altro intermezzo. Esce una donna vestita d'azzurro, colla vesta tutta coperta di stelle d'oro e còn in mano un bastone tutto dipinto e corto e soprav' una luna (la notte): dietro lei viene l'Iddio del sonno, e maschere brutte e contraflatte (inganni e tradimenti). La donna canta, e finito il cantare tutti rientrano nelle scene, — 11 corriere si presenta al re, il quale, in cambio della buona novella spe^»