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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   S'IO CAPITOLO VENTESIMOQUARTO.
   Senno e Modestia all'altre due confino: Almo con Diletto in mezzo'1 core: Perseveranzia, e Gloria in su la fine :
   Bell'Accoglienza, e Accorgimento fore: Cortesia intorno intorno, e Puritate : Timor d'infamia, e sol Desio d'onore.
   Questo personificare in tal modo le -virtų di Laura, e porre tra le altre la Bell'Accoglienza che č proprio traduzione del Bel-Anicil francese, farebbe sospettare nel poeta una reminiscenza del celebre romanzo.
   E lo farebbe anclie sospettare il vedere che tutti i Trionfi si fėngono come una visione avuta in sogno:
   Ivi fra l'erbe, giā del pianger fioco: Vinto dal sonno, vidi una gran luce;
   come č precisamente nel Romanzo della Rosa:
   Si vi un songe en mon dormant.
   Ed ancora potrebbero ricordare il Romanzo francese tutte le altre personificazioni che accompagnano il trionfo del dio Amore :
   Errori, sogni, ed immagini smorte Eran d'intorno all'arco trionfale ; E false opinioni in su le porte:
   E lubrico sperar su per le scale ; E dannoso guadagno, ed util danno; E gradi ove pių scende chi pių sale: Stanco riposo, e riposato affanno : Chiaro disnor, e gloria oscura e nigra: Perfida lealtate, e fido inganno: Sollecito furor, e ragion pigra: Career ove si vien per strade aperte, Onde per strette a gran pena si migra.
   E questo (quel che pių preme) spiegherebbe il perchč tanto spesso le persoli: -ficazioni sieno introdotte nel Canzoniere.
   Io non faccio che muovere un dubbio ; non asserisco nulla. Nč il mio dubbio nuoce al nostro poeta. Quando anche fosse provato che il libro di Guglielmo decorri3 e di Giovanni di Meung ebbe qualche influenza sul Petrarca, questo non toglierebbe nulla a quella parte del Canzoniere che forma veramente la sua gloria. Levate pure dai 296 Sonetti, dalle 25 Canzoni, dalle 7 Ballate, qualche verso, qualche componimento intero: e poi avrete sempre una massa di poesie nuove, meravigliose e stupende.
   Se il Petrarca, dice il Foscolo (1), non avesse abusato delle antitesi, nč troppo di frequente usate le iperboli, nč paragonata troppo spesso Laura al sole, ciō sarebbe senza dubbio stato assai meglio. Ed č vero; ma questo viene poi a dire che sarebbe stato meglio se il Petrarca fosse riuscito perfetto; e noi sappiamo che vera perfezione non č in nessuna opera d'arte.
   Prendete pure qualunque dei trovatori: ci troverete forma ritmica elegante, studio accurato di magistero artistico; ma sotto quelle frasi vi mancherā il contenuto; ma quelle loro donne vi sfumeranno come larve, come ombre, come nebbia;
   (ė) Saggio, pas\ 4o.