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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   L'AMOUE DEIi PETRARCA.
   535
   si presenta ora sotto diverso aspetto; Laura spiritualizzata dalla morte, è un essere nuovo; egli la benedice per quello per cui prima tanto si lamentò; egli la ringrazia ora per quello di cui le mosse tanti rimproveri:
   0 quant' era '1 peggior farmi contento !
   dice adesso; adesso che alle sue tentazioni ha posto fine la morte, adesso che la terra cuopre le belle membra. Oramai egli può dire sinceramente:
   Benedetta colei ch'a miglior riva Volse il mio corso, e l'empia voglia ardente, Lusingando, affrenò, perch' io non pera.
   Ormai egli può sognare e illudersi quanto vuole, può credere che anche se Laura fosse vissuta, egli avrebbe trovata la pace che desiderava :
   Con che onesti sospiri l'avrei detto Le mie lunghe fatiche! (1) . . . .
   E in questo pensiero si ferma, lo accarezza, sene pasce, come d'un viatico di consolazione. Il sogno della sua vita e il delirio dei suoi sensi; l'angiolo adorato a mani giunte, e la donna desiderata colle braccia stese, ora si confondono in un essere nuovo, diventano la sorella, 1' amica, la confidente dei dolori del povero poeta. Se ella viveva, egli dice,
   ............ deposto
   In quelle caste orecchie avrei, parlando, De'miei dolci pensier l'antica soma;
   Ed ella avrebbe a me forse risposto Qualche santa parola, sospirando (2) . . .
   . Ormai egli può credersi anche riamato; e spiega tutto a sè stesso, e tutto vedo con occhio diverso.
   Nei Trionfi, ch'egli scrisse da vecchio, domanda a Laura:
   Deh, Madonna, diss'io, per quella fede Che vi fu, credo, al tempo manifesta, Or più nel volto di chi tutto vede,
   Creovvi Amor pensier mai nella testa D'aver pietà del mio lungo martire, Non lasciando vostr'alta impresa onesta?
   Ch'e' vostri dolci sdegni e le dolc' ire, Le dolci paci ne'begli occhi scritte Tenner molt' anni in dubbio il mio desire.
   0 speranza, o desir sempre fallace! E degli amanti più, ben per un cento. 0 quant'era '1 pejrgior farmi contento Quella ch'or siede in Cielo e 'n terra giace !.
   Ma '1 cieco Amor, e la mia sorda mente Mi traviavan sì, ch'andar per viva Forza mi convenia, dove morte era.
   Benedetta colei ch'a miglior riva Volse '1 mio corso, e l'empia voglia ardente, Lusingando, affrenò, perch'io non pera.
   (1) Son.: Tempo era ornai da trovar pace o tregua.
   (2) Son.: Tranquillo porto avea mostrato Amore.