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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   L'AMOUE DEIi PETRARCA. 533
   storico, che il Petrarca frequentava la casa di Ugo De Sade (1) ; che Laura gli resistè per 21 anno, limitandosi a salutarlo, a rivolgergli qualche parola amabile, a porgergli una volta la mano1? Che egli stava le giornate intiere a contemplare la maison de sa. maitresse? (2)
   Il Canzoniere interpretato con questo metodo si sciupa miseramente; diventa un taccuino, dove il poeta prende i suoi appunti in sonetti.
   E peggio poi si sciupa la povera Laura.
   Un moderno (3) dice di lei che ella è il tipo della donna innamorata di sè stessa; dice che chi ama e onora la donna, e ne ha nella testa o nel cuore o nella memoria una cara idea, non può amar questa Laura che non è moralmente nè carne nè pesce; che ha molta bellezza fìsica, ma nessuna bellezza morale ».
   E queste a me sembrano parole ingiustissime.
   Io ritorno a quello che dicevo nel precedente capitolo. Laura vive nello spirito del poeta; al di fuori di esso, sparisce, non Ila più un'esistenza di cui si possano cogliere i momenti e raccontare la storia.
   Ne volete l'ultima prova? Guardate quella che il De Sanctis ha chiamata la trasfigurazione di Laura, e che io chiamerei piuttosto la trasfigurazione del Petrarca. Guardate quello che Laura diventa per lui quando è morta. Allora ella comincia a sospirare di lui:
   . . . . e sol di te sospira (4);
   allora ella ha le soavi parole e % dolci sguardi (5) ; e parla al poeta, e ha pietà delle sue lacrime (6); e sovente torna
   A consolar le sue notti dolenti ... (7)
   E se com' ella parla e come luce
   Ridir potessi, accenderei d' amore
   Non dirò d'uom, ma cor di tigre o d'orso (8).
   Laura morta, diventa viva per il poeta; diventa gelosa e pia (9); la sua parola è L'accorta, onesta, umil, dolce favella (10) ;
   in lei egli ha trovato la pace:
   Dove pace trovai d'ogni mia guerra (11);
   ella ora
   .... al letto in eh' io languisco, Vien tal ch'appena a rimirar l'ardisco, E pietosa s'asside in su la sponda.
   (1) Pag. 109.
   (2) Pag. 115.
   (3) Zendrini, op. cit., pag. 80.
   (4) Canz.: Che debbo io far? che mi consigli, Amore?
   (5) Son.: Che fai? che pensi? che pur dietro guardi.
   (6 ).........eh' ancor viva
   Di si lontano a' sospir miei risponde .... Nel Son.: Se lamentar augelli, o verdi fronde.
   (7) Son.: Alma felice, che sovente torni.
   (8) Son.: Discolorato hai, Morte, il più bel volto.
   (9) Son.: So quell'aura soave de'sospiri.
   (10) Son.: Ov'ò la fronte che con piceiol cenno.
   (11) Son.: Quanta invidia io ti porto, avara terra.