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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   528
   capitolo ventesimo terzo.
   e
   Or volge, Signor mio, 1'undecim'anno Ch'i'fui sommesso al dispietato giogo (1);
   e cosi seguitando, ricorda il quartodecim'anno, il quindicesimo, il sestodecimo, il diciassettesimo; e ricorda che néiY ardenti nodo fu preso per
   .....anni ventuno interi (2),
   il che torna benissimo colle date del 27 e del 48.
   Questi sono fatti, e fatti sui quali il discutere ci parrebbe vano. Io non so quello che precisamente intenda di dire un moderno, quando scrive che « le date possono essere, se non inventate, alterate anch'esse per ragioni di contrappunto » (3).
   Per quanto io pensi, non vedo la ragione che poteva avere il Petrarca di darci ad intendere ch'egli vide Laura nel 1327 piuttosto del 26; e che essa mori il 48, piuttosto del 45 o del 50. Codesto contrappunto a me riesce inintelligibile.
   E come credo alle date, credo a certi fatti citati nel Canzoniere. Per esempio, se leggo
   Ed or di picciol borgo un Sol n'ha dato, Tal che natura e '1 luogo si ringrazia Onde sì bella donna al mondo nacque (4);
   non so perchè si ricusi di trovar 11 accennata la patria di Laura, ed accetto benissimo l'opinione del De Sade che questa fosse Avignone.
   Ancora mi par giusta quella che chiamerei interpretazione storica del Canzoniere, a proposito del famoso Sonetto:
   Real natura, angelico intelletto. . .
   che mi giova riferire qui per intero.
   Real natura, angelico intelletto, Chiar'alma, pronta vista, occhio cerviero, Providenzia veloce, alto pensiero, E veramente degno di quel petto:
   Sendo di donne un bel numero eletto Per adornar il di festo ed altero, Subito scorse il buon giudicio intero Era tanti e si bei volti il più perfetto.
   L' altre maggior di tempo o di fortuna Trarsi in disparte comandò con mano, E caramente accolse a sè queir una:
   Gli occhi e la fronte con sembiante umano Baciolle si, che rallegrò ciascuna: Me empiè d'invidia l'atto dolce e strano.
   In questo Sonetto si accenna, come sentesi, ad un principe, che in una fes.ta solenne, dove erano raccolte le donne più illustri della città, allontanate tutte le
   (1) Sonetti: Padre del ciel dopo i perdati giorni.
   (2) L'ardente nodo ov' io fui d'ora in ora Contando anni ventuno interi, preso . . .
   (3) Zendrini, Mem. cit., p. 35.
   (4) Sou. : Quel ch'infinita provvidenza ed arte.