CAPITOLO VENTES1MOTERZO.
L'AMORE DEL PETRARCA
NELLA SECONDA PARTE DEI. CANZONIERE E NEI TRIONFI.
Fra i dati storici del Canzoniere, due richiamano prima degli altri la nostra attenzione, e sono la data del giorno nel quale il Petrarca vide Laura per la prima volta, e la data del giorno nel quale essa morì:
Mille trecento ventisette, appunto Su l'ora prima, il dì sesto d'aprile Nel labirinto entrai (I) . . .
Come sentesi, questa data corrisponde esattamente con quella della Nota del Virgilio Ambrosiano.
E sarà lo stesso dell'altra:
Sai che 'n mille trecento quarantotto Il dì sesto d'aprile, in l'ora prima, Del corpo uscio queir anima beata (2).
Se Laura l'osse stata un essere immaginario, il Petrarca non avrebbe certo potuto registrare così le due giornate nelle quali egli la vide ed ella morì. La critica più sofìstica può lambiccarsi il cervello quanto vuole, ma non riuscirà mai a persuadere nessuno che queste date non abbiano un chiaro e sicuro valore storico.
Nè a questo solo si limita il Petrarca. Egli ci dà altri particolari ; ci dice che il giorno nel quale si innamorò
Era '1 giorno eh' al sol si scoloraro Per la pietà del suo Fattore i rai ;
cioè, per i calcoli che sono stati fatti (3), l'anniversario del giorno in cui Cristo fu crocifìsso; e via via, scrivendo, nota gli anni del suo amore, come per esempio:
.....oggi ha sett' anni
Che sospirando vo di riva in riva (4);
e altrove:
Ch'i' son già pur crescendo in questa voglia Ben presso al decim' anno (5);
(1) Son.: Voglia mi sprona, Amor mi guida e scorge.
(2) Son.: Tornami a mente, anzi v'6 dentro, quella.
(3) De Sade, iWm., I, 136.
(4) Sest.: Giovane donna sotto un verde lauro.
(5) Canz.: Nella stagion che '1 ciel rapido inchina.