524 CAPITOLO VENTESIMOSECONDO.
E si lamenta che amore lo abbia reso tremante e fioco ; e sembra poi che voglia consolare sè stesso col verso ultimo del sonetto:
Chi può dir com'egli arde è 'n picciol foco,
ossia, chi può favellare alla persona amata dell'amor suo, ama freddamente; ed
10 quindi che amo tanto caldamente è naturale che non parli.
Certo, noi gli crediamo volentieri e facilmente, quando egli dice che ha deciso di scoprirle tutto il proprio male; ma non è poi nostra colpa se egli sente di doverle dir tante cose, che non ha coraggio neppur di aprir la bocca alle prime parole.
Sentite come sia espresso stupendamente il chiamare eh' egli fa in proprio aiuto tutto il suo coraggio, tutte le forze della sua anima:
Allor raccolgo l'alma e poi eh' i' aggio Di scovrirle il mio mal preso consiglio, Tanto le ho a dir, che 'ncominciar non oso (1).
Ma se egli non parlava, che cosa doveva far Laura? E non crederete facile
11 supporre che il poeta parlasse più cogli occhi che colle parole? Io non so togliermi da questo dubbio, ricordandomi per esempio dei versi:
Ovunque ella sdegnando gli occhi gira .... Le mostro i miei pien d'umiltà si vera, Ch' a forza ogni suo sdegno indietro tira (2).
Ma dunque ai disdegni di lei, egli non opponeva le calde parole, le appassionate preghiere, quel fuoco degli accenti innamorati che fanno divampare in fiamma il cuore femminile; no, ma invece
Le mostro i miei pien d'umiltà si vera ....
Troppo poco, veramente, candido messer Francesco, troppo poco per vincere le battaglie d'amore.
Egli si lamenta perchè Laura non crede al suo amore; eppur, dice, ella lo vede :
Ella non par che '1 creda, e sì sei vede (3).
Ma perchè lo creda, che cosa ha detto, che cosa ha fatto l'amante? Sentitelo:
Infinita bellezza e poca fede, Non vedete voi '1 cor negli occhi miei?
Supponiamo pure che Laura lo vedesse; ma poteva forse questo bastarle? Osservate ancora: il poeta è così timido, che fugge l'assalto de'begli occhi:
Io temo si de' begli occhi l'assalto .... Ch' i' fuggo lor come fanciul la verga.
È uno stato che tutti gli innamorati hanno provato. Gli amori profondi son ti-
fi). Son. Pien d'un vago pensier, che mi desvia.
(2) Son.: Gerì, quando talor meco s'adira.
(3) Lasso, ch'i'ardo, ed altri non mei crede; Sì crede ogni uom, se non sola colei
Ch'è sovr'ogni altra, e ch'i' sola vorrei: Ella non par che '1 creda, e sì sei vede.