l'amore del petrarca. 521
e vorrebbe spargerne le lodi in tutto il mondo, vorrebbe che le udissero
Tile e Battro, La Tana, il Nilo, Atlante, Olimpo e Calpe (I);
e la proclama
......sovr'ogni altra gentile,
Santa, saggia, leggiadra, onesta e bella (2).
Ma codesta gentile che cosa diventa poi in altri luoghi ? Egli l'accusa di aver il cuore aspiro e feroce; dice che è più fredda che neve; la chiama duro lauro, viva pietra, alpcstra e cruda, spietata e superba (3); dice che è dentro di ghiaccio e fuori di nebbia ; che lo vede straziare da mille morti :
Nè lacrima però discese ancora
Da' be'vostr'occhi, ma disdegno ed ira (4);
che ride del suo male e piange del suo bene (5); che
. . . . ha sì eguale alle bellezze orgoglio, Che di piacer altrui par che le spiaccia (6);
e altrove parla del suo duro orgoglio; e di qualcosa che è peggio ancora dell'orgoglio, della sua vanità, della sua leggerezza. Il Petrarca accusa Laura perchè
. . . . ogni sua gioia Nel suo bel viso è solo, E di tutt'altro è schiva (7) ;
chiama lo specchio dove ella si guarda, il suo avversario; dice che stanca gli specchi nel vagheggiare sè stessa ; le ricorda la favola di Narciso (8).
E, peggio ancora, egli l'accusa chiaramente di civetteria. Ella non apre e non serra, non lega nè scioglie :
Tal m'ha in prigion che non m'apre nè serra, Nè per suo mi riten nè scioglie il laccio (9).
Ella lo tiene
In riso e in pianto, tra paura e spene ;
(1) Son.: 0 d'ardente virtute ornata e calda.
(2) Son.: Parrà forse ad alcun che 'n lodar quella.
(3) Canz.: Nel dolce tempo della prima etade. Sest.: Giovane donna sott'un verde lauro. Canz.: Nella stagion che'1 ciel rapido inchina. Son.: Se bianche non son prima ambe le tempie. Sest.: L'aer gravato e l'importuna nebbia.
(4) Son.: Quel ch'in Tessaglia ebbe le man sì pronte.
(5) Son.: 0 invidia, nemica di virtute.
(6) Sen.: Giunto m'ha Amor fra belle e crude braccia.
(7) Canz.: Se'1 pensier che mi strugge.
(8) Sonetti: Il mio avversario in cui veder solete.
L'oro e le perle, e i fior vermigli e i bianchi.
(9) Son.: Pace non trovo e non ho da far guerra.
Bartoli. Letteratura italiana. Gj