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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'amore del petrarca. 521
   e vorrebbe spargerne le lodi in tutto il mondo, vorrebbe che le udissero
   Tile e Battro, La Tana, il Nilo, Atlante, Olimpo e Calpe (I);
   e la proclama
   ......sovr'ogni altra gentile,
   Santa, saggia, leggiadra, onesta e bella (2).
   Ma codesta gentile che cosa diventa poi in altri luoghi ? Egli l'accusa di aver il cuore aspiro e feroce; dice che è più fredda che neve; la chiama duro lauro, viva pietra, alpcstra e cruda, spietata e superba (3); dice che è dentro di ghiaccio e fuori di nebbia ; che lo vede straziare da mille morti :
   Nè lacrima però discese ancora
   Da' be'vostr'occhi, ma disdegno ed ira (4);
   che ride del suo male e piange del suo bene (5); che
   . . . . ha sì eguale alle bellezze orgoglio, Che di piacer altrui par che le spiaccia (6);
   e altrove parla del suo duro orgoglio; e di qualcosa che è peggio ancora dell'orgoglio, della sua vanità, della sua leggerezza. Il Petrarca accusa Laura perchè
   . . . . ogni sua gioia Nel suo bel viso è solo, E di tutt'altro è schiva (7) ;
   chiama lo specchio dove ella si guarda, il suo avversario; dice che stanca gli specchi nel vagheggiare sè stessa ; le ricorda la favola di Narciso (8).
   E, peggio ancora, egli l'accusa chiaramente di civetteria. Ella non apre e non serra, non lega nè scioglie :
   Tal m'ha in prigion che non m'apre nè serra, Nè per suo mi riten nè scioglie il laccio (9).
   Ella lo tiene
   In riso e in pianto, tra paura e spene ;
   (1) Son.: 0 d'ardente virtute ornata e calda.
   (2) Son.: Parrà forse ad alcun che 'n lodar quella.
   (3) Canz.: Nel dolce tempo della prima etade. Sest.: Giovane donna sott'un verde lauro. Canz.: Nella stagion che'1 ciel rapido inchina. Son.: Se bianche non son prima ambe le tempie. Sest.: L'aer gravato e l'importuna nebbia.
   (4) Son.: Quel ch'in Tessaglia ebbe le man sì pronte.
   (5) Son.: 0 invidia, nemica di virtute.
   (6) Sen.: Giunto m'ha Amor fra belle e crude braccia.
   (7) Canz.: Se'1 pensier che mi strugge.
   (8) Sonetti: Il mio avversario in cui veder solete.
   L'oro e le perle, e i fior vermigli e i bianchi.
   (9) Son.: Pace non trovo e non ho da far guerra.
   Bartoli. Letteratura italiana. Gj