Stai consultando: 'Storia Letteraria d'Italia I primi due secoli', Adolfo Bartoli

   

Pagina (522/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (522/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   520 capitolo ventesimosecondo.
   netti (1): tre eleganti sonetti pieni di gentilezza. Ma chi potrebbe credergli quando dice che possedendo quel guanto
   Al sommo del suo ben quasi era aggiunto ?
   e che l'averlo dovuto restituire lo rende
   . . . . d'ira e di dolor compunto, Pien di vergogna e d'amoroso scorno \
   Ebbene, anche questa esagerazione è, se così posso esprimermi, un'esagerazione vera, propria di lui che sente cosi; come quando il veder Laura che lava un velo lo fa
   Tutto tremar d'un amoroso gelo (2) ;
   come il chinare degli occhi di lei, egli dice,
   Cagion sarà che 'nnanzi tempo i' moia (3).
   Il Petrarca già per sè disposto a commuoversi, ad esaltarsi, a vedere dentro sè stesso e fuori di sè stesso tutto colla lente che ingrandisce-, il Petrarca si esalta scrivendo, si strugge al suono delle sue proprie parole:
   . . . Mi struggo al suon delle parole
   Pur com'io fossi un uom di ghiaccio al sole 11).
   Egli ama Laura, chi potrebbe dubitarne? ma in Laura ci sono per lui, quasi direi, anche confusi altri oggetti d'amore. È lei che lo sprona ad opere da cui spera l'immortalità (5); tutto quello ch'egli è, è merito suo; ella lo allontana dal volgo ; egli ha cominciato a piacere a sè stesso dal giorno che l'ha amata. E neppur queste sono esagerazioni. Il Secretum, il libro segreto dell'anima sua, sta là per provarlo.
   Eppure, mentre dice tutte codeste cose, mentre esalta cosi la donna amata, e fa di lei l'ispiratrice sovrana del suo genio, come ci dipinge egli questo essere divino ?
   Egli ne loda le bellezze, si, è vero, e le loda anche troppo ; loda gli occhi, le mani, le braccia, il petto, i cigli, i capelli, la voce, l'andatura, le lacrime; dice che il suo viso avanza tutte l'altre meraviglie (6), e che
   Le stelle e '1 cielo e gli elementi a prova Tutte lor arti ed ogni estrema cura Poser nel vivo lume in cui natura Si specchia e '1 sol, ch'altrove par non trova ;
   e che le sue bellezze sono al mondo sole (7); e non sa
   In qual parte del cielo, in quale idea Era l'esempio onde natura tolse Quel bel viso leggiadro, in ch'ella volse Mostrar quaggiù quanto lassù potea;
   (1) 0 bella man che mi distringi '1 core. Non pur quell'una bella ignuda mano. Mia ventura ed Amor m'avean sì adorno.
   (2) Madr.: Non al suo amante più Diana piacque.
   (3) Son.: Orso, e'non furon mai fiumi nè stagni.
   (4) Canz.: Poi che per mio destino.
   (5) Canz.: Perchè la vita è breve.
   (6) Canz.: In quella parte dov'Amor mi sprona.
   (7) Son.: I' vidi in terra angelici costumi.