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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   510 capitolo venteslmosiiconlh).
   tendenze, da altre aspirazioni, e diciamo pure da altri bisogni. La sua delicata >1 quasi femminile natura, il suo vaneggiare lungo, ostinato, doloroso dietro alle fantasie del cielo, lo sommergevano in cupi pensieri, gli facevano oggi parere vanità e colpa quello che ieri aveva più ardentemente desiderato.
   Quando voi, nel bel mezzo del Canzoniere, v'imbattete nei versi eli' egli rivolge a Dio, e lo sentite chiamare perduti i giorni che ha consacrati a Laura, e sentite che lo prega di poter tornare
   Ad altra vita ed a più belle imprese;
   c lo sentite invocare :
   Riduci i pensier vaghi a miglior luogo, Rammenta lor com'oggi fosti in croce;
   ecco apparirvi non più l'innamorato della bella Avignonese, ma lo scrittore del Secretimi, che infatti fu scritto nell'anno stesso del Sonetto
   Padre del ciel, dopo i perduti giorni.
   Crederete voi per questo che egli fosse meno innamorato di prima ? Lo crederete voi, sentendogli dire
   Che mortai cosa amar con tanta fede Quanta a Dio sol per debito conviensi Più si disdice a chi più pregio brama? (1)
   No; ma crederete invece che vi stia davanti uno di quei tanti momenti della sua vita nei quali Dio ha vinto Laura; ma che sono però, almeno fino al 1348, momenti fugacissimi, che vanno e vengono, spariscono e ritornano senza tregua; e contribuiscono a rendere tormentosa la sua esistenza.
   Egli stesso lo dice, lo confessa in un Sonetto di cui non potrebbe desiderarsi il più chiaro: nel 37 è a Roma, ed a Roma cosi scrive :
   L'aspetto sacro della terra vostra Mi fa del mal passato tragger guai, Gridando : Sta su, misero ! che fai ? E la via di salir al ciel mi mostra.
   Ma con questo pensier un altro giostra, E dice a me : Perchè fuggendo vai ? Se ti rimembra, il tempo passa ornai Di tornar a veder la Donna nostra.
   1', che '1 suo ragionar intendo allora, M'agghiaccio dentro in guisa d'uom ch'ascolta Novella che di subito l'accora :
   Poi torna il primo ; e questo dà la volta: Qual vincerà, non so : ma infino ad ora Combattut'hanno, e non pur una volta.
   Qual vincerà, non so.....E glielo possiamo creder davvero : per lunghi anni
   non doveva vincere nè l'uno nè l'altro ; ma ambedue anzi cospirare alla sua infelicità Qualche volta egli benedice il suo amore, benedice il proprio pensiero
   Ch'è sol di lei, si ch'altra non v'ha parte (2);
   (1) Canz. : 1'vo pensando e nel pensier m'assale. (2. Son.: Benedetto sia'l giorno e'1 mese e l'anno.