l'amoUe deIi petrarca. 515
quel giorno ch'egli desiderava eterno, per guardare gli occhi innamorati di lei, e per sommergersi in quella contemplatone dimentico di se e di tutto?
Cosi vedess'io fiso
Com'Amor dolcemente gli governa,
Sol un giorno da presso,
Senza volger giammai rota superna;
Nè pensassi d'altrui nè di me stesso,
E '1 batter gli occhi miei non fosse spesso (1).
E quand'egli, parlando del ritratto di Laura, fatto da Simon Memmi nel 1339, termina con quella famosa terzina:
Pigmalion, quanto lodar ti dei Dell'immagine tua, se mille volte N'avesti quel ch'io sol una vorrei! (2),
chi è che non sappia quello che Pigmalione ottenne dalla statua avvivata sotto i suoi baci ?
Dove se ne va il platonismo del Petrarca quando sentiamo ch'egli pensa alle belle membra lutiate nelle onde fresche, quando anzi egli sogna di averla spiata mentre si bagnava nuda in una fonte ?
I' seguii tanto avanti il mio desire, Cli'un di, cacciando, siccom'io solea, Mi mossi; e quella fera bella e cruda In una fonte ignuda
Si stava.......
lo, perchè d'altra vista non m'appago, Stetti a mirarla (3).
Questi versi che smascherano le ipocrite interpretazioni fabbricate intorno a quell'innocente avverbio della Canzone
Chiare, fresche e dolci acque ;
questi versi ci dicono nel modo più evidente che l'amore del Petrarca, a quando a quando, accendeva i suoi sensi, ritornava cosa umana, reale, sentita, era amore per la bella donna, per la donna avidamente desiderata.
E fu una fortuna: a questo sentimento noi dobbiamo la stupenda poesia del Petrarca, a questo sentimento di realtà e di umanità, che distaccava, almeno in parte, il poeta dai suoi predecessori; che reprimeva in lui la tendenza al simbolismo medievale, che gli creava una sorgente inesausta di affetti e di immagini. Dove non è qualche cosa di umano, ivi non può essere arte ; e gli sforzi metafisici per immaginar cose che sono fuori della natura, non hanno mai potuto dar luogo a poesia, come non hanno mai dato luogo a scienza, come sono rimaste sempre una vacuità dannosa, nebulosa, patologica, ridicola. A questo sentimento noi dobbiamo se il Petrarca (come ha detto insuperabilmente il prof. Carducci) « cominciò a svolgere gentilmente l'umano dalle fasce teologiche nelle quali lo aveva stretto il medioevo, e lo sollevò e ricreò da quelli annegamenti diviui a cui la mistica lo abbandonava. »
Però, ripetiamolo ancora, le brame dell'amante erano spesso represse da altre
(1) Canz.: Poi che per mio destino.
(2) Son. : Quando giunse a Simon l'alto concetto.
(3) Canz.: Nel dolce tempo della prima etade.