CAPITOLO VENTESIMOSECONDO.
L'AMORE DEL PETRARCA
NELLA PRIMA PARTE DEL CANZONIERE.
Chiunque, nelle poesie della prima parte del Canzoniere, si faccia a ricercare la natura dell'amore del Tetrarca, non potrà non intendere subito la verità e la profondità della sua passione. Basterebbe quell'unico verso tanto noto, eppure non mai abbastanza studiato, dov'egli dice di lei, ch'ella sola a lui par donna, per valutare tutta la forza dell'amor suo.
Non c'è, jo credo, commento possibile ad un tal verso. Quando io avessi detto eh'ella sola gli pareva adorna delle femminili bellezze; che ella sola gli pareva capace di far battere il suo cuore; ch'ella sola gli pareva degna del nome di donna, io non avrei detto anche nulla a paragone di quell'incomparabile
Colei che sola a me par donna,
il quale contiene in sè tutto un poema d'amore, il quale dice tante cose intraduci' bili in altre parole, il quale non può uscire, insomma, che da un'anima fortemente stretta da una passione onnipotente e fatale.
Codesto verso il poeta lo commenta, in parte, da sè, quando dice che per quante cose egli guardi, non ne vede mai che una sola, quella sola, unica per la quale sono aperti i suoi sguardi :
per ch'io miri Mille cose diverse attento e fiso, Sol una donna veggio (1);
quando dice di vederla e di udirla dappertutto, e di averla negli occhi (2) ; pensiero che in modo stupendo spiega come egli non potesse mai vedere altro che lei, che egli portava con sè, quasi conficcata nelle pupille e nel cuore.
Questa esclusività di sentimento, questa immagine unica che domina uno spirilo, e cancella tutto quello che non è lei; questo pensiero fisso e terribile, che converte tutto l'universo in un oggetto solo, tutta la vita in un solo affetto, e non fa sentire che quello, e rende vane, inutili, disprezzate tutte le altre cose: questa è la passione vera, la più veemente tra le umane passioni, la sorgente delle grandi felicità come dei grandi dolori, dei grandi eroismi come dei grandi delitti.
Nè io dubito che il Petrarca non provasse, se non questo stato d'animo, qualche cosa però che a quando a quando gli si avvicinasse. Ma credo al tempo medesimo che esso non fosse permanente e continuo; che anzi dovesse andare soggetto a delle frequenti intermittenze, a delle titubanze, a delle incertezze.
(1) Canz. : In quella parte dov'Amor mi sprona.
(2) Son.: Per mezz'i boschi inospiti e selvaggi,
Bartoi.i. T.rttero.titm iutlìrjnn, tw