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capitolo ventes1moprimo.
verosi nelle biblioteche, migliaja di scrittori rimangono dimenticati tra via, e gii stessi grandi uomini lasciano una parte di sč per terra. Questa non č mutilazione, č purificazione » (1).
Io non posso partecipare in nessun modo a questa opinione dell' illustre De Sanctis. Per giudicare il Canzoniere come opera d'arte, per intendere il suo organismo interiore, le sue contraddizioni, le sue bellezze e i suoi difetti č indispensabile intender bene la natura dell' amore del Petrarca ; e per intendere codesto amore, č essenziale lo studio del carattere del poeta ; ed io credo che tanto il suo carattere che il suo amore sieno ritratti nelle opere latine quanto nelle italiane.
Č verissimo che molti volumi restano poh erosi nelle biblioteche, molti scrittori dimenticati tra via; ma senza spolverare codesti volumi, senza ricordarsi di codesti scrittori, non č possibile fare nč la storia dell'umanitą nč la storia della letteratura
Che cosa vale il dire che il Petrarca vivo č il Petrarca del Canzoniere? Se noi non abbracciamo tutto l'uomo, se non lo vediamo intero e da ogni lato, potremo noi dire di conoscerlo? A quel modo sarą vivo per il volgo, che lo crede e lo giudica un mero fabbricatore di versi amorosi; ma non sarą vivo per noi, che cerchiamo le ragioni intime e nascoste di quella sua bella poesia.
In un lirico, in un grande lirico come fu il Petrarca, non mi pare possibile disgiungere l'arte dalla vita; e mi parrebbe assurdo tra le sue opere d'arte, sceglierne alcune e lasciarne altre in disparte. Chi autorizza a questa scelta? Una sua canzone, perchč č scritta in italiano, sarą forse pił vera d'una sua egloga perchč č scritta in latino ? E non sarą invece pił giusto il credere che l'egloga e la canzone possono completarsi tra loro, e mutuamente spiegarsi?
E se cosi č, perchč non dovremo servirci anche di quell'egloga all'intelligenza dell'uomo, che .in ultima analisi sarą intelligenza della sua arte?
(1) De Sanctis, Saggio.