L'AMORE DEL PETRARCA. 509
Ala poi, appena egli ha rimesso il piede nella città che qui chiama diletta,
Yix bene constiteram dilectae fìnibus urbis,
egli è ripreso dall' antico contagio, e non può resistere a quel volto, a quelle parole) a quelle chiome, a quegli occhi:
Illius et vultus, et verba moventia mentem, Et caput auricomum, niveique monilia colli, Atque agiles humeros, oculosque in morte placentes.
Allora egii cerca riparo a Yalchiusa ; egli corre atterrito a ripararsi nella sua solitudine, ma ella, ma l'immagine di lei, lo segue anche là:
Insequitur tamen illa.....
e inesorabile riprende i suoi diritti:
sua jura retentat.
E spesso,
Saepe etiam (mirum dictu), ter limine clauso, Irrumpit thalamos, media sub nocte, reposcens Mancipium secura suum : mihi membra gelari, Et circumfusus subito concurrere sanguis Omnibus ex venis tutandam cordis ad arcem.
Expergiscor, agens lachrymarum territus imbrem, Excutiorque toro . . .
E corre di notte per i monti e per le selve, e ricerca, pauroso e desideroso insieme, quella immagine:
Et montem sylvasque peto, circumque retroque Collustrans oculis ;.....
e la rivede infatti, la rivede nelle onde, nelle nubi, nelle pietre:
.....et liquido visa est emergere fonte:
Obviaque effulsit sub nubibus, aut per inane Aèris, aut duro spirans erumpere saxo Credita, suspensum tenuit formidine gressum.
Chi può non ricordarsi qui dei versi del Canzoniere :
1' l'ho più volte (or chi sia che noi creda?) Nell'acqua chiara e sopra l'erba verde Yeduta viva e nel troncon d'un faggio?
E tutto questo in verità non è retorica ma sentimento. I versi latini dell'epistola sono improntati di una verità e di una forza che si sente uscire dalle latebre più riposte del cuore del poeta; e mentre egli li scriveva, egli era davvero sotto la indomabile forza di una passione che non correva dietro a vuote e astratte idealità, ma che cercava e desiderava il reale ; ma che cupidamente anelava a Laura, donna e non dea.