L'AMORE DEL PETRARCA.
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Eppure, quale uomo potevi tu diventare, se ella non te lo avesse impedito colle blandizie della sua bellezza! Quello che tu sei, te lo ha dato la bontà della natura, quello che potevi essere, costei te lo ha tolto, illa praeripmt (1). Eppure dal primo incontro con lei cominciarono i rimproveri della mia coscienza: illius occursus et eccprobraiio meci unum in tcmpus inciderunl (2).
Ma fu dunque una colpa il mio amore? Non fece essa quanto potè per mantenerlo incontaminato? Ella non fu mossa da preghiere, non fu vinta da blandizie, ella rimase sempre inespugnabile; e quando vide che ero vicino a precipitare, amò meglio abbandonarmi che seguirmi (3).
Ma questa cli'è lode di Laura, è anche una condanna per lui. Egli lo ha confessato a sè stesso: il suo amore aveva dunque rasentato colle ali la terra; non era più vero che egli avesse amato di Laura l'anima sola: turpe igitur aliquid interdum vollisti (4).
SI, ma egli è pronto a battersi il petto; sì, ma d'ora in poi non sarà più così: oramai io so quello che voglio e quello che desidero: nunc quid velim et cupiam scio (5).
Nuova illusione, nuovo ed inutile sogno. Egli vuole e disvuole al tempo stesso ; vorrebbe amare come gli angeli, e sente di essere uomo. Laura ha resistito; ma codeste resistenze a lui intanto sono cagione di dolore infinito.
Leggiamo questa pagina del Secretum, bellissima per la profondità e la verità del dolore che vi è espresso : « Tu ti sei tutto converso in gemiti, tu sei pervenuto a tal punto che ti pasci di sospiri e di lacrime con funesta voluttà. Tu consumi le notti senza sonno; e tutte le intere notti vegliando, non fai che chiamare il nome dell'amata donna. Tu dispregi tutte le cose, hai in odio la vita, desideri la morte, fuggi gli uomini, ami la solitudine, simile all'omerico Bellerofonte, che si va divorando il proprio cuore:
« Ipse suum cor edens, hominum vestigia vitans. »
E dire che qualcheduno ha potuto dubitare della realtà dell'amore del Petrarca! Una pagina simile, scritta nel libro più sincero che abbia dettato il Petrarca, nel libro ch'egli dettava per sè solo, in questa sua solenne confessione fatta a sè stesso, avrebbe dovuto bastare a togliere ogni dubbio.
Ed il Secretum spiega e commenta il Canzoniere, come spiega altre opere sue e tutta la sua vita. E nel Secretum abbiamo la prova non solo della realtà della sua passione, ma della natura di codesta passione, e dei tentativi fatti per guarire da essa.
Era Laura, ricordiamocene, che stette ferma ed inespugnabile sempre, inespugnabile a malgrado della sua età e dell'età del poeta, a malgrado di mille cose che avreLbero piegato uno spirito di diamante.
Quanti sottintesi in codeste parole: adversus multa et varia quae flectere ada-niantium licei spiritum debuissent! (0). Quale doloroso rimpianto! A nulla gli valsero dunque ne la giovinezza, nè la beilez/.a, nè le vesti eleganti; a nulla, la fama che lo circondava, la sua rinomanza di poeta ! Nulla poterono su quel cuore i soavi versi, i versi ispirati da tanto amore, e quella laurea poetica, quel trionfo sul gran Campidoglio, desiderato per lei, e per lei ottenuto !
Perchè quello che, se ci ricordiamo, il Colonna scriveva al Petrarca, ch'egli desiderasse la laurea per amore del nome di Laura, era ben vero, e nel Secretum
(1) Secretum, pag. 355.
(2) Pag. 356.
(3) Pag. 357.
Bartoli. Lttt.eratura italiana.
(4) Ivi.
(5) Ivi.
(6) Ivi.
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