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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   CAPITOLO VEJNTESIMOPimiO.
   L'AMORE DEL PETRARCA
   NELLE SUE OPERE LATINE.
   Si è fatto un gran disputare intorno alla natura dell'amore del Petrarca. C'e stato chi ne ha fatto una cosa tutta celeste; e chi invece ha voluto imbrattarlo di fango. Io non mi fermerò neppure un momento sulle assurde e sfacciate falsità che divulgarono noi 500 Niccola Franco ed Ercole Giovannini nei due Petrarchisti', nè su quelle più recenti dei Pietropoli e del Bruce White. Nessuno di costoro merita l'onore di una confutazione.
   Io cercherò invece, anche rispetto all'amore, di far parlare il Petrarca stesso, e sarà questo il mezzo migliore per iscoprire la verità.
   Stabiliamo bene, prima di tutto, questo fatto. Il Petrarca non era un angelo, ma un uomo: un uomo di temperamento acceso e di caldi desiderj. Le passioni rapidamente io assalgono : nec lomja est via passionimi insultibus (1) ; cosi egli dice di sè a 27 anni. Gli piacciono le donne, tanto che non può vivere senza loro : Con-sortium feminae sine quo... oestimaveram non posse vivere (2). Gli impeti dei sensi sono in lui (ieri e frequenti (il). Egli confessa da vecchio di essere stato dedito juvenilibus probris (4); ha avuto due figli da una donna che non nomina mai ; forse ha avuto anche per altra donna un capriccio o un amore a Ferrara, come scrive al suo amico Antonio de'Beccari, e forse nei 1348, nell'anno stesso cioè della morte di Laura (5). E finalmente, egli ha già 47 anni, quando ancora gli antichi compagni
   (1 ) De Reb. Fam. II, 5.
   (2) De Reb. Fam. X, 5.
   (3) De Reb. Fam. XIX, 16.
   (4) De Reb. Sen. Vili, 1.
   (5) Questo almeno risulterebbe da un sonetto ebe pubblicò il Melchiorri (e che ripubblica il signor Fracassetti, voi. Ili, pag. 185), diretto dal Petrarca al Beccar! :
   Antonio, cosa ha fatto la tua terra,
   Ch'io non credea che mai possibil fosse? Ella ha le chiavi del mio cor sì mosse, Che n'ha aperta la via che ragion serra.
   Onde il signor, che mi solea far guerra, Celatamente entrando mi percosse Da due begli occhi, sì che dentro all'osse Porto la piaga, e il tempo non mi sferra.
   Anzi m'affligge. E (lassoI) per vergogna Di domandar della cagion del duolo Non trovo con chi parta i pensier miei.
   Chè come suol chi nuovo piacer sogna, Se di subito è desto, cosi solo Torno a pensar chi puote esser costei.