496 CAPITOLO VENTES1moprIMO.
Prima di tutto osservo non essere esatto il dire, come fa il De Sade (1), che il Petrarca in più luoghi fa intendere che la sua Laura è morta per il contagio che menò tanta strage in Italia.
Il De Sade cita un passo dell' Egloga X, un altro di una lettera (Farn. Vili, 3), e un terzo di una canzone. Ed è vero che da codesti luoghi Laura parrebbe morta improvvisamente: vi rcpentince tempestatis exaruit.
Ma, e allora come di grazia spiegherebbe il De Sade i versi dal Trionfo della Morte, dove il poeta dice che Laura mori
A guisa di un soave e chiaro lume Cui nutrimento a poco a poco manca ?
E ritorna anzi sullo stesso pensiero due volte, perchè già prima aveva detto che ella se ne andò in pace,
Non come fiamma che per forza è spenta, Ma che per sè medesma si consuma?
Ammettiamo però anche, come semplice ipotesi, che la Laura del Petrarca sia stata colpita dalla peste. Ebbene, siamo noi da ciò autorizzati a concludere che essa sia la stessa persona con Laura De Sade1?
Se fu appunto in quell'anno 1348 e in quel mese di aprile che la peste infieri maggiormente ad Avignone, tanto che ne morì tutta intera una metà degli abitanti, mi pare che sia permesso di credere che potessero morire anche due donre diverse, le quali avessero ambedue lo stesso nome di Laura. Mi pare anzi molto probabile il supporre che ogni giorno morissero molte Laure, poiché noi sappiamo che codesto nome era comune in Provenza.
Ma procediamo ancora. Dalla probabilità, il De Sade passa « all'ultimo grado della certezza » trovando che il Petrarca dice la sua Laura sepolta nella chiesa dei frati minori; e che la moglie di Ugo, nel suo testamento si sceglie la sepoltura in Ecclesia Fratrum Minorum Civitatis Avenionis.
Anche qui mi pare che lo scrittore francese corra un po' troppo. Quest' ultimo grado di certezza io non lo trovo. Perchè due donne dello stesso nome sono morte, in tempo di peste, lo stesso giorno (e notiamo che questa morte accaduta Io stesso giorno non è che una induzione, perchè i documenti dicono solamente che Laura De Sade si ammalò il 3 aprile); perchè dunque sono morte lo stesso giorno, e perchè sono state sepolte nella stessa chiesa, in una chiesa dove chi sa quante persone si seppellivano tutti i giorni; il trarre la sicurezza che esse sono la stessa persona, mi pare un poco esagerato.
Qui può cominciare qualche grado di probabilità, lo ammettiamo volentieri. Ma dalla probabilità alla certezza il passo è lungo.
Se non che, per stabilire codesto fatto con tanta sicurezza, io credo che sul De Sade esercitasse influenza un altro fatto, del quale ora parlerò.
Nell'anno 1553, in una cappella della' chiesa dei Francescani di Avignone fu scoperto il corpo di Laura, con un sonetto italiano, chiuso in una cassetta di piombo, il quale diceva chi ella fosse.
Questo raccontano moltissimi scrittori del secolo XVI; questo riferisce il De Sade.
Ma allora se è stato trovato il corpo di Laura De Sade col sonetto del Petrarca, col documento autentico e giustificativo accanto, che bisogno e' è più di almanaccare colla nota del Virgilio, colla Egloga XI, colle date, coi vestiti verdi, colla pe^te e via discorrendo? Ma allora, sicuro, la certezza è piena, completa, assoluta.
Chi furono quei fortunati scopritori?
(1) Mémoircs. Nota III.