L'AMORE DEL PETRARCA 4;»3
petizione di atti morali. Se il De Sade avesse letto poche pagine sopra, avrebbe trovato precisamente lo stesso epiteto riferito dal Petrarca alle passioni dell'animo: et reliqvarum passionimi utcrebros sic breves etmomentaneos experior insultus (1).
E del resto nei morbis, nelle infermità, non ci erano compresi anche i partu-bus ? Che bisogno doveva sentire il Petrarca di farci sapere proprio il genere delle malattie di Laura, tanto più quando queste malattie erano i suoi parti, che non mi pare che dovessero essere per lui cosa da ricordarsi volentieri ?
Ad ammettere l'interpretazione del De Sade, io sento una invincibile repugnanza. 11 Petrarca che non allude mai ai figliuoli di Laura; il Petrarca che la vede, che se la figura, se la sogna bella e fiorente anche dopo più di 20 anni d'amore, quando ella per lo meno doveva essere vicina ai 40 anni fatali: il Petrarca doveva poi curarsi di far sapere ai posteri che i frequenti parti l'avevano esausta di forze ? È impossibile; e ne giudichi chiunque ha ricevuto in sè il divino spirito del poeta (2).
Ma a sostenere quella interpretazione il De Sade aveva le sue buone ragioni.
Io non intendo di fare qui una completa e minuta esposizione di tutte le ricerche e le opinioni intorno alla persona di Laura, da Pier Paolo Yergerio, da Cicco Polentone, da Gabriello De Sade, da Lodovico Peruzzi, dal Vellutello, dal Gesualdo, dal Beccadelli, dal Tommasini, fino ai più moderni. Ciò non avrebbe per noi che pochissima importanza.
Oggi i più accettano per vera e indiscutibile l'opinione dell'abate De Sade, ed è di questa per conseguenza che io intendo di parlare. Egli dunque sostiene che Laura, nata della famiglia de Noves, fu la moglie di Ugo de Sade di Avignone, il quale la sposò il 16 gennaio 1325 (3), e ne ebbe in 23 anni di matrimonio undici figli, essendo Laura morta il 6 aprile del 1348.
Yedesi da ciò, quanto dovesse importare all'abate De Sade di leggere nel testo latino del Seerelum i crebris partubus. Esaminiamo ora, con tutta la possibile imparzialità le ragioni sulle quali egli si fonda per stabilire la identità tra la Laura del Petrarca e la moglie di Ugo De Sade.
Egli comincia dal ricordare (4) come il Petrarca ci dice che il primo giorno eh' egli vide Laura, questa era vestita di verde e viola:
Negli occhi ho pur le violette e '1 verde Di eh' era nel principio di mia guerra Amore armato (5);
e come vestita di verde l'abbia dipinta Simon Memmi; e come in un antico ritratto posseduto dalla casa De Sade ella porti un abito ros»>o.
Ed ecco, egli aggiunge, che noi troviamo appunto nella nota del corredo di Laura De Sade due vesti, l'una scarlatta e l'altra verde: duas vestes completas, un ara de viridi, alteram de scartata.
(1) Secretum, pag. 347, ediz. Basilea.
(2) Debbo confessare che alcuni Codici mi danno torto ; ma mi danno però ragione tutte le antiche stampe. È verissimo quello che dice il Baldelli (Vita diF. Petrarca, li, pag. 79) che il Codice Laurenziano Strozziano 91 (non 9, come leggesi nel libro del Baldelli) ha patubs. Un altro Codice autorevolissimo, anch'esso del secolo XIV, il Laurenziano di Santa Croce, Pluteo 20, sinistra, Cod. 9, ha ptibus, e sopra 17 6 corretto u. Ad ogni modo, più delle ragioni paleografiche, possono in me, questa volta, quelle che chiamerei ragioni estetiche e psicologiche. Ma del resto poi, anche leggendo partubus, restano intatte le mie conclusioni.
(3) Mémoirex, Nota VII.
(4) Mémoires, Nota III.
(5) Canz.: In quella parte dov'Amor mi sprona.