471 OAriTOLO DRCIMOTTAVO.
trarca, « perchè non si trova in Italia il vino di Borgogna » (1), il quale è diventato per essi « il quinto tra gli elementi della natura > (2). Cosi questi moderni apostoli, egli seguita, « cercano qual sia la terra dove migliore si sprema il sangue dai grappoli per innaffiarne le loro avide gole; cosi, quello dove si fanno vini migliori, è il paese prediletto ai successori degli apostoli: ivi per essi è Sionne, ivi Gerusalemme e Roma » (3).
Il Petrarca non si stancò per tutta la sua vita di persuadere i pontefici a ritornare a Roma; ed è importante per noi tener dietro alle sue lettere su questo argomento.
Egli diresse una prima epistola (4) poetica a Benedetto XII, il vino marìidus, nella quale finge che gli parli Roma, la quale si lamenta di essere stata strappata dalle braccia del caro marito, del suo padre e signore :
.....a.complexu sum chari abiecta mariti
Et patris et domini ;.....
e ricorda tutte le sue grandezze, le sue glorie, le sue conquiste, tutta la sua stona, per dire poi che ora è fatta priva di ogni maestà, e che solo le resta la memoria acerba della sua grandezza; e che chiama lui giorno e notte, e che è fatta fioca dal lungo pregare:
..... Assidue te, praeclarissime coniux, Nocte dieque vocans, raucis vix fessa precando Faucibus ista loquor, vix verba novissima formo.
Il più bel passo di questa epistola è quello dove il poeta finge che Roma dica al pontefice quale nuovo e bello spettacolo gli si offrirà agli sguardi, appena egli, sorpassate le Alpi, scorgerà l'Italia:
Quum primum, ducente Deo, transcenderis Alpes, Italiaeque tuae pulcherrima eulta tenebis, Occurrent miranda animis, speciesque locorum, Effigies hominum, tepidi clementia veris, Blandaque temperies.....
Ma Benedetto XII era troppo occupato in altra faccenda per desiderare le dolci primavere d'Italia. Invece di dare ascolto alle parole del Petrarca, egli pensava a risolvere una grave e importante questione teologica, quella se i santi abbiano o no la visione beatifica prima del giorno del giudizio. E veramente faceva benissimo. Così lo avessero imitato i suoi successori, e fossero sempre rimasti sul Rodano, a bere il Borgogna e a gingillarsi in teologia.
Egli non si mosse dunque da Avignone; ed il povero Petrarca, che vide andare a vuoto le sue speranze, tornò a scrivergli una seconda epistola (5), nella quale pare che gli dica; ma come1? tu dunque hai potuto resistere alle parole di Roma'? Non lo sai tu che era Roma quella che ti parlava? Roma erat, e tu sei rimasto insensibile? Vieni adunque,
.....te cuncta parentem
Italia expectat: succurre precantibus nitro;
(1 ) De Reb. Sen. Vii. (2) De Reb. Sen. IX, 1. (S) Ivi.
(4) Sez. IV, 1.
(5) Sez. IV, 2.