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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   452 capitolo sedicesimo.
   Guascogna, alle falde dei Pirenei, a Lombez, coll'amico Giacomo Colonna (1); nel 3'' corre la Francia, visita Parigi, traversa il Belgio; si fa narrar ad Aquisgrana le leggende di Carlo Magno (2); vede Colonia e le donne che si lavano nel Reno; traversa le Ardenne (3); si ferma un poco a Lione (4), e torna finalmente ad Avignone navigando il' Rodano (5).
   Si è appena riposato, che già, nei primi mesi del 1336 lo vediamo arrampicars sul Monte Ventoso, a 1000 metri sul mare. (6), e poi imbarcarsi a Marsiglia, giungere a Roma ; e da Roma intraprendere un viaggio, pei suoi tempi lunghissimo, verso la Spagna, fino sulle coste del mare Britannico (7). « Me addusse a vagare, egli dice, per mare e per terra l'ansia di veder cose nuc ve; ... e mi sospinse via da questi luoghi la noia delle solite cose e l'aborrimento dei nostri costumi » (8).
   Ritornò nel 37 a Valchiusa, e ci rimase questa volta circa tre anni, non muovendosi che per visitare presso Marsiglia la Sainte Baume, che è la caverna dove la leggenda narrava che fosse vissuta per trent'anni Maria Maddalena (9).
   Nel 41 fece (come ho già detto) il viaggio dell'incoronazione a Napoli e Roma e al ritorno andò a Parma. Ma non vi si trattenne gran tempo, chè Avignone e Valchiusa lo richiamavano tirannicamente. E ci tornò nel 42; ripartendone per Roma e Napoli nell'anno seguente (1343) (10), e da Napoli vagando pei dintorni bellissimi ed a lui cari per le memorie che ci trovava dell'antichità, visitando Pozzuoli, i laghi d'Averno e Lucrino, la casa della Sibilla, il monte Falerno (11).
   Alla fine del 43 si mosse di nuovo per Parma, e vi comprò una casa (12). Ma non vi rimase che poco, chè già nel dicembre del 45 (13) fugge, e va a Scandiano, a Modena, a Bologna, a Verona (14), per riprendere la via di Avignone e di Val-chiusa.
   E da Avignone eccolo ancora ripartire nel 47; e nei tre anni seguenti egli non fa che girare, a Genova, a Verona, a Parma, a Ferrara, a Carpi, a Mantova, a Padova, a Luzzara, a Firenze, ad Arezzo, a Roma.
   Ma il 27 di giugno del 13^1 eccolo ancora al suo fonte della Sorga (15). « Io non potevo più frenare, egli dice, il desiderio nato dalla lunga assenza. Ora qui nella quiete della solitaria villa riposo dolcemente le stanche membra ».
   Per poco, però, chè nel 53 ritorna in Italia, nel 56 va a Praga, nel 60 a Parigi e si tramuta da Milano a Padova, da Padova a Venezia, a Pavia, ad Arquà, sempre continuamente.
   Un bisogno incessante, che non dà tregua, che si irrita e si accresce per le difficoltà, è per il Petrarca quello di mutar luogo, quasi come se tentasse di fuggire da sè medesimo.
   È in Italia e sospira Avignone e Valchiusa. « La memoria di questi luoghi a me cari fu cosi potente sull'animo mio, che non potei resistere al desiderio del ritorno » (16). Non è ritornato là ancora da un anno, che già si sente vinto dalla noia (17), e, come osserva bene il signor Fracassetti, detesta quei luoghi, li aborre, ne dice il più gran male del mondo, nè d'altro quasi empie le sue lettere agli amici che di lamenti e di querele per quel suo forzato intrattenimento (18;. Un soggiorno
   V) De Reb. Fam. I, 5.
   (2) De Reb. Fam. I, 3.
   (V De Reb. Fam. I, 4.
   (4) i)e Reb. Fam. 1, 5.
   (51 De Reb. Fam. I, 4.
   (0) De Reb. Fam. IV, i.
   (7) De Reb. Fam. Il, k3;
   (8) De Reb. Fam. Ili, 2.
   (9) De Reb. Sen. XV, 15,
   (10) De Reb, Fam. V, 1, 2.
   (11) De Reh. Fam. V, 4.
   (12) De Rfb. Fam. IV, 9, Nota. •(13) De Reb. Fam. V, 7, Noti.
   (14) De Reb. Fam. V, 10.
   (15) De Reb. Fam. XI, 10. (!G) De Reb. Fam. X!. 12.
   (17) De Reb. Fam. XII, 9.
   (18) De Reb. Fam.. XII, 9, Nota.