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CAPITOLO QUlNDICKSlBo.
Ahi quanto nella mente mi commossi, Quando mi volsi per veder Beatrice, Per non poter vederla, ben ch'io fossi Presso di lei, e nel mondo felice!
San Giovanni (Canto ventesimosesto) esamina Dante intorno alla carità; e alla risposta di lui applaude la Corte celeste :
Si com'io tacqui, un dolcissimo canto Risonò per lo cielo, e la mia Donna Dicea con gli altri: Santo, Santo, Santo.
Dante vede poi un quarto splendore, dentro cui è lo spirito di Adamo.
San Pietro (Canto ventisettesimo) tutto infiammato di sdegno parla contro i pipi:
Quegli che usurpa in terra il luogo mio, Il luogo mio, il luogo mio, che vaca Nella presenza del Figliuol di Dio, Fatto ha del cimitero mio cloaca Del sangue e della puzza, onde il perverso Che cadde di quassù, laggiù si placa.
Di quel color, che per lo sole avverso Nube dipinge da sera e da mane, Yid'io allora tutto il ciel cosperso:
E, come donna onesta, che permane Di sè sicura, e, per l'altrui fallanza, Pure ascoltando, timida si fané,
Cosi Beatrice trasmutò sembianza; E tal eclissi credo che in ciel fue, Quando patì la suprema Possanza.
Poi procedetter le parole sue Con voce tanto da sè trasmutata, Che la sembianza non si mutò piùe:
Non fu la sposa di Cristo allevata Del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto, Per essere ad acquisto d'oro usata;
Ma per acquisto d'esto viver lieto E Sisto e Pio, Calisto ed Urbano Sparser lo sangue dopo molto fleto.
Non fu nostra intenzion ch'a destra mano Dei nostri successor parte sedesse, Parte dall'altra, del popol cristiano;
Nè che le chiavi, che mi fur concesse, Divenisser segnacolo in vessillo, Che contra i battezzati combattesse;
Nè ch'io fossi figura di sigillo A privilegi venduti e mendaci, Ond'io sovente arrosso e disfavillo.
In vesta di pastor lupi rapaci Si veggion di quassù per tutti i paschi: 0 difesa di Dio, perchè pur giaci?
Del sangue nostro Caorsini e Guaschi S'apparecchian di bere; o buon principio, A che vii fine convien che tu caschi!