42c> cvpit0l0 quindicesimo.
L'arcangelo Gabriele scende in forma di fiamma a incoronare Maria:
Per entro il cielo scese una faceHa, Formata in cerchio a guisa di corona, ,
E cinsela, e girossi intorno ad ella.
Qualunque melodia più dolce suona Quaggiù, e più a sè l'anima tira, Parrebbe nube che squarciata tuona,
Comparata al sonar di quella lira, Onde si coronava il bel zaffiro, Del quale il ciel più chiaro s'inzaffira.
Io sono amore angelico, che giro L'alta letizia che spira del ventre Che fu albergo del nostro disiro ;
E girerommi, Donna del ciel, mentre Che seguirai tuo Figlio, e farai dia Più la spera suprema, perchè 11 entre.
Cosi la circulata melodia Si sigillava, e tutti gli altri lumi Facean sonar lo nome di Maria.
Beatrice (canto ventiquattresimo) si rivolge ai beati spiriti e li prega a favore di Dante:
0 sodalizio eletto alla gran cena Del benedetto Agnello, il qual vi ciba Si, che la vostra voglia è sempre piena;
Se per grazia di Dio questi preliba Di quel che cade della vostra mensa, Prima che morte tempo gli prescriba,
Ponete mente alla sua voglia immensa, E roratelo alquanto: voi bevete Sempre del fonte onde vien quel ch'ei pensa.
San Pietro si aggira tre volte intorno a Beatrice; quindi, a richiesta di lei, interroga Dante intorno alla Fede, e questi risponde:
.....Come il verace stilo
Ne scrisse, padre, del tuo caro frate Che mise Roma teco nel buon filo,
Fede è sustanzia di cose sperate, Ed argomento delle non parventi; E questa pare a me sua quiditate.
Ed espone poi i motivi della sua Fede, appagando pienamente il Santo, che io abbraccia tre volte:
Ed io rispondo: Io credo in uno Iddio Solo ed eterno, che tutto il ciel muove, Non moto, con amore e con desio;
Ed a tal creder non ho io pur prove Fisice e metafisice, ma dalmi Anco la verità che quinci piove
Per Moisè, per profeti e per salmi, Per l'Evangelio, e per voi che scriveste, Poiché l'ardente Spirto vi fece almi;