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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

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a cura di Federico Adamoli

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   372 CAPITOLO QUATTORDICESIMO.
   Si rivolgono quindi ad un'anima, che sola soletta verso loro riguardava, per pregarla di additar loro la via più tosta. Ed essa
   . . . . di nostro paese e della vita Ci chiese. E '1 dolce duca incominciava: Mantova . . E l'ombra tutta in sè romita,
   Surse ver lui del luogo ove pria stava, Dicendo: o Mantovano, io son Sordello Della tua terra. E l'un l'altro abbracciava.
   Codesto atto d'amore detta a Dante la famosa invettiva:
   Ahi, serva Italia, di dolore ostello . . .
   la quale termina colle amare parole a Firenze:
   Or ti fa lieta, che tu hai ben onde : Tu ricca, tu con pace, tu con senno; S'io dico '1 ver, l'effetto noi nasconde.
   Atene e Lacedemona che fenno L'antiche leggi, e furon si civili, Fecero al viver bene un picciol cenno
   Verso di te, che fai tanto sottili Provvedimenti, che a mezzo novembre Non giunge quel che tu d'ottobre fili.
   Quante volte del tempo che rimembre, Legge, moneta e uficio e costume Hai tu mutato, e rinnovato membre!
   E se ben ti ricorda, e vedi lume, Vedrai te somigliante a quella inferma Che non può trovar posa in sulle piume, Ma con dar volta suo dolore scherma.
   Allorché Sordello (Canto settimo) sa che quegli che gli sta davanti è Virgilio, lo saluta con parole di profonda riverenza:
   0 gloria de' Latin, disse, per cui Mostrò ciò che potea la lingua nostra; 0 pregio eterno del loco ond'io fui . . .
   Essendo ormai il sole vicino al tramonto, e non potendosi di notte salire il monte, Sordello offre ai due poeti di condurli ad una vicina valletta, dove dimorano delle anime che
   . . . . non senza diletto ti fìen note.
   E prima le addita loro da un balzo vicino: Rodolfo d'Absburgo:
   Ridolfo imperator fu, che potea Sanar le piaghe c'hanno Italia morta, Sì che tardi per altri si ricrea;
   Ottachero, re di Boemia, che morì combattendo contro l'imperatore Rodolfo; Filippo III l'Ardito, detto Nasetto; Arrigo III re di Navarra:
   Padre e suocero son del mal di Francia;
   Pietro III re d'Aragona: