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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   370 capitolo quattordicesimo.
   quanti furono gli anni che vissero. Questo dice a Dante, Belacqua, un musico e ar-leflce d'istrumenti musicali.
   Virgilio sollecita Dante a rimettersi in via. '
   Procedendo per il balzo (Canto quinto), odono una voce che dice :
   . . . . Ve' che non par che luca Lo raggio da sinistra a quel di sotto,
   E come vivo par che si conduca. ,
   Dante rivolge gli occhi, e Virgilio lo rimprovera:
   Perchè l'animo tuo tanto s'impiglia, Disse il maestro, che l'andare allenti? 1
   Che ti fa ciò che quivi si pispiglia1?
   Vien dietro a me, e lascia dir le genti; Sta come torre fermo, che non crolla Giammai la cima per soffiar de' venti.
   Giungevano intanto per la costa da traverso, genti che cantavano il Miscrere E anch'esse rimasero stupefatte accorgendosi che Dante era là col suo corpo:
   Quando s'accorser ch'io non dava loco Per lo mio corpo al trapassar de' raggi, Mutar lor canto in un 0 lungo e roco.
   Alcuni di quegli spiriti pregano Dante:
   Guarda, se alcun di noi unque vedesti, Si che di lui di là novelle porti.
   E il poeta risponde:
   . . . . Perchè ne' vostri visi guati, Non riconosco alcun; ma se a voi piace, Cosa ch'io possa, spiriti ben nati,
   Voi dite, ed io farò, per quella pace Che, dietro a' piedi di sì fatta guida, Di mondo in mondo cercar mi si face.
   Uno di costoro allora parla e racconta la propria morte. È Jacopo del Cassero, di Fano, che fu fatto uccidere in Oriaco, da Azzo VIII d' Este, mentre andava podestà a Milano. Parla poi Buonconte, figlio di Guido da Montefeltro, che mori a Campaldino nel 1289: e perchè il suo corpo non si potè trovare, cosi il poeta gli fa narrare:
   ......appiè del Casentino
   Traversa un'acqua eh' ha nome l'Archiano, Che sopra l'Ermo nasce in Apennino.
   Là 've il vocabol suo diventa vano, Arriva' io forato nella gola, Fuggendo a piede e sanguinando il piano.
   Quivi perdei la vista, e la parola Nel nome di Maria fini, e quivi Caddi, e rimase la mia carne sola.
   Io dirò il vero, e tu il ridi' tra i vivi : L'angel di Dio mi prese, e quel d'inferno Gridava: o tu dal ciel, perchè mi privi ?