Stai consultando: 'Storia Letteraria d'Italia I primi due secoli', Adolfo Bartoli

   

Pagina (369/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (369/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   IjA DIVINA COMMEDIA. 3()7
   Sì com'io dissi, fui mandato ad esso Per lui campare: e non c'era altra via Che questa, per la quale io mi son inesso.
   Mostrat'lio lui tutta la gente ria; Ed ora intendo mostrar quegli spirti, Che purgali sè sotto la tua balìa.
   Com'io l'ho tratto saria lungo a dirti: Dall'alto scende virtù che m'aiuta Conducerlo a vederti e a udirti.
   Catone, udito ciò, lascia loro libero il passo, e solamente dice a Virgilio:
   ......fa che tu costui ricinga
   D'un giunco schietto, e che gli lavi il viso, Sì ch'ogni sucidume quindi stinga:
   Chè non si converria, l'occhio sorpriso D'alcuna nebbia, andar davanti al primo Ministro, ch'è di quei di Paradiso.
   I poeti erano ancora lungo il mare (Canto secondo), quando ecco:
   Un lume per lo mar venir si ratio, Che il muover suo nessun volar pareggia.
   Virgilio fa inginocchiare Dante, dicendogli :
   Ecco l'angel di Dio, piega le mani.
   Vedi che sdegna gli argomenti umani Sì, che remo non vuol nè altro velo Che l'ali sue, tra liti si lontani.
   Nel vascello snelletto e leggiero dell'angelo stanno le anime, le quali cantavano In exitu Israel de Aegypto.
   L'angelo
   .... fece il segno lor di santa croce; Ond'ei si gittar tutti in su la spiaggia, Ed ei sen gfo, come venne, veloce.
   La turba degli spiriti si rivolge ai poeti dicendo:
   .........se voi sapete,
   Mostratene la via di gire al monte. Essi si accorgono poi che Dante è vivo, ne stupiscono, e gli si affollano intorno.
   Ed io poi, dice il poeta,
   Vidi una di lor traggersi avante, Per abbracciarmi, con si grande affetto, Che mosse me a far lo somigliante.
   Era Casella, un celebre musico fiorentino, e intimo amico di Dante, morto però già da qualche tempo; onde meravigliandosi l'Alighieri:
   .... a te com'è tant'ora tolta?
   gii risponde Casella di essere stato quel tempo