CAPITOLO QUATTORDICESIMO
LA DIVINA COMMEDIA.
li- Purgatorio.
Il monte del Purgatorio sorge, in figura di cono troncato sulla cima, dalle onde dell' emisfero australe, e arriva sino alla sfera dell'etere. Appena Dante è uscito dall'aura morta,
Dolce color d'orientai zaffiro, Che s' accoglieva nel sereno aspetto Dell aer puro, infino al primo giro, Agli occhi miei ricominciò diletto ;
Lo bel pianeta che ad amar conforta, Faceva tutto rider 1' oriente, Velando i Pesci eh' erano in sua scorta.
1 due poeti incontrano
........un veglio solo,
Degno di tanta reverenza in vista ; Che più non dee a padre alcun figliuolo.
E questi, appena vistili,
Chi siete voi, che contra '1 cieco fiume Fuggito avete la prigione eterna? Diss'ei, movendo quell'oneste piume. Chi v'ha guidati ? e chi vi fu lucerna, • Uscendo fuor della profonda notte Che sempre nera fa la valle inferna?
Son le leggi d'abisso cosi rotte? 0 è mutato in ciel nuovo consiglio, Che dannati venite alle mie grotte?
Questi che parla è Catone uticense, guardiano dell'isola ove sorge il Purgatorio ed a lui Virgilio spiega:
........da me non venni:
Donna scese dal ciel, per li cui preghi Della mia compagnia costui sovvenni.
Questi non vide mai l'ultima sera; Ma per la sua follia, le fu sì presso, Che molto poco tempo a volger era.