Stai consultando: 'Storia Letteraria d'Italia I primi due secoli', Adolfo Bartoli

   

Pagina (368/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (368/555)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   CAPITOLO QUATTORDICESIMO
   LA DIVINA COMMEDIA.
   li- Purgatorio.
   Il monte del Purgatorio sorge, in figura di cono troncato sulla cima, dalle onde dell' emisfero australe, e arriva sino alla sfera dell'etere. Appena Dante è uscito dall'aura morta,
   Dolce color d'orientai zaffiro, Che s' accoglieva nel sereno aspetto Dell aer puro, infino al primo giro, Agli occhi miei ricominciò diletto ;
   Lo bel pianeta che ad amar conforta, Faceva tutto rider 1' oriente, Velando i Pesci eh' erano in sua scorta.
   1 due poeti incontrano
   ........un veglio solo,
   Degno di tanta reverenza in vista ; Che più non dee a padre alcun figliuolo.
   E questi, appena vistili,
   Chi siete voi, che contra '1 cieco fiume Fuggito avete la prigione eterna? Diss'ei, movendo quell'oneste piume. Chi v'ha guidati ? e chi vi fu lucerna, • Uscendo fuor della profonda notte Che sempre nera fa la valle inferna?
   Son le leggi d'abisso cosi rotte? 0 è mutato in ciel nuovo consiglio, Che dannati venite alle mie grotte?
   Questi che parla è Catone uticense, guardiano dell'isola ove sorge il Purgatorio ed a lui Virgilio spiega:
   ........da me non venni:
   Donna scese dal ciel, per li cui preghi Della mia compagnia costui sovvenni.
   Questi non vide mai l'ultima sera; Ma per la sua follia, le fu sì presso, Che molto poco tempo a volger era.