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Storia Letteraria d'Italia
I primi due secoli
Adolfo Bartoli
Francesco Vallardi Milano, 1880, pagine 552

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   la divina commedia.
   Erano dessi Giuda, Bruto e Cassio.
   Ma, dice Virgilio, la notte risurge, ed oramai È da partir, chè tutto avem veduto.
   Dante si avvinchia al collo di Virgilio, e questi alle vellute coste di Lucifero,
   Di vello in vello giù discese poscia Fra '1 folto pelo e le gelate croste.
   Giunto al mezzo del corpo,
   ........dove la coscia
   Si volge appunto in sul grosso dell'anche,
   ohe è il centro della terra, si rivolge e comincia a salire :
   Luogo è laggiù da Belzebù rimoto Tanto, quanto la tomba si distende, Che non per vista, ma per suono è noto
   D' un ruscelletto che quivi discende Per la buca d' un sasso, eli' egli ha roso Col corso eh' egli avvolge, e poco pende.
   Lo Duca ed io per quel cammino ascoso Entrammo, per tornar nel chiaro mondo ; E senza cura aver d' alcun riposo,
   Salimmo su, ei primo ed io secondo, Tanto ch'io vidi delle cose belle Che porta 'I ciel per un pertugio tondo : E quindi uscimmo a riveder le stelle.
   B con questo termina la prima cantica.
   Passiamo ora all' analisi del contenuto della seconda.