la divina commedia.
Erano dessi Giuda, Bruto e Cassio.
Ma, dice Virgilio, la notte risurge, ed oramai È da partir, chè tutto avem veduto.
Dante si avvinchia al collo di Virgilio, e questi alle vellute coste di Lucifero,
Di vello in vello giù discese poscia Fra '1 folto pelo e le gelate croste.
Giunto al mezzo del corpo,
........dove la coscia
Si volge appunto in sul grosso dell'anche,
ohe è il centro della terra, si rivolge e comincia a salire :
Luogo è laggiù da Belzebù rimoto Tanto, quanto la tomba si distende, Che non per vista, ma per suono è noto
D' un ruscelletto che quivi discende Per la buca d' un sasso, eli' egli ha roso Col corso eh' egli avvolge, e poco pende.
Lo Duca ed io per quel cammino ascoso Entrammo, per tornar nel chiaro mondo ; E senza cura aver d' alcun riposo,
Salimmo su, ei primo ed io secondo, Tanto ch'io vidi delle cose belle Che porta 'I ciel per un pertugio tondo : E quindi uscimmo a riveder le stelle.
B con questo termina la prima cantica.
Passiamo ora all' analisi del contenuto della seconda.